Il Tirreno

Lucca

Nasce il Fondo di Mutuo Soccorso per famiglie e ditte “uccise” dalla crisi

Nasce il Fondo di Mutuo Soccorso per famiglie e ditte “uccise” dalla crisi

Il progetto del Comune, che versa i primi 100.000 euro Appello a società, enti e fondazioni in grado di contribuire

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Un Fondo di Mutuo Soccorso per aiutare quanti, per il rallentamento dell’economia causato dal coronavirus- cittadini, famiglie, imprese singole e società - sono caduti in forte crisi di liquidità. L’idea è del Comune di Lucca, che ha annunciato di avere dato vita, appunto, al Fondo di Mutuo Soccorso, attraverso un conto corrente sul quale per prima ha subito versato 100.000 euro. In prima battuta questi e gli altri contributi che arriveranno saranno impiegati per le esigenze di prima necessità, a partire dalle spese alimentari, per quanti sono stati più messi in difficoltà dagli effetti del coronavirus; in una seconda fase i contributi raccolti saranno impiegati per sostenere la ripresa del territorio con le sue attività, imprese, botteghe, partite Iva, precari, commercianti.

Il Comune lancia anche il suo appello: il fondo è aperto alla partecipazione economica di cittadini, di imprese, fondazioni e associazioni che vogliano dare il loro contribuito.

«La crisi non sta colpendo tutti in modo uguale - spiega il sindaco Alessandro Tambellini -. C’è chi non ha mutato la propria condizione economica, chi ha accumulato un considerevole risparmio e chi ha visto crescere il proprio reddito, come la grande distribuzione. Di contro c’è chi, invece, ha smesso di lavorare, chi ha perso il lavoro, chi non più contare su entrate e incassi: mi riferisco ai lavoratori precari, alle partite Iva, commercianti, professionisti. Persone che non si sono mai rivolte ai servizi sociali, ma che ora, e probabilmente sempre più, si troveranno a fronteggiare un’emergenza nell’emergenza: la mancanza di soldi per andare avanti. Il Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Lucca non distribuirà soldi a pioggia a tutti, indipendentemente dalla propria condizione, e non andrà neanche a sostenere chi è già in carico al sociale del Comune. La nostra volontà è di renderlo operativo per intercettare le nuove povertà e gettare le basi nel medio-lungo periodo per garantire una reale ripartenza al nostro territorio. Questa azione si basa anche sul principio di solidarietà, per cui chiediamo a chi ha avuto vantaggi anche da questa situazione di aiutare e contribuire per chi invece ha avuto perdite nette. Far ripartire il territorio, in un’ottica futura, significa far crescere tutta la città e tutte le attività che qui vi operano, grandi o piccole che siano».

Le risorse saranno distribuite alle fasce più deboli della popolazione colpite dal rallentamento dell’economia o come conseguenza delle misure assunte dalle autorità per il contenimento dell’epidemia. Particolare attenzione sarà dunque data, in una prima fase, ai disoccupati a causa della crisi Covid-19, ai dipendenti a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto, ai precari, ai lavoratori autonomi in crisi. I fondi staranno nell’ente, ma vincolati in un conto autonomo destinato a questi specifici interventi.

«La nostra idea - aggiunge l’assessore Giovanni Lemucchi -, è coinvolgere e far lavorare insieme i consiglieri comunali delle commissioni sociale e bilancio. Sarà individuato un disciplinare e sarà formato un Consiglio di Gestione del Fondo, che considererà le candidature e approverà il sostegno: un organismo esterno, snello, formato da professionisti e non da politici. Non è solo una raccolta fondi: il Fondo nasce con un’ambizione a lungo raggio. Nei primi 3-4 mesi le risorse serviranno per dare un contributo concreto a chi si trova in difficoltà a causa del Covid-19. In una seconda fase sarà dedicato a interventi più strutturali che dovranno sostenere la ricostruzione del tessuto socio economico della città, con particolare attenzione ai piccoli esercizi e agli operatori economici, turistici, culturali e sportivi».

«Chiederemo a grande distribuzione, banche, imprenditori, fondazioni, ai privati di contribuire per un aiuto che sarà complementare all’azione del Governo - conclude il sindaco -. Scriverò anche al Presidente del Consiglio affinché preveda un intervento per l’Iva, perché sia calcolata in modo differenziato tra negozi tradizionali e online: una concorrenza non confrontabile, che non può andare avanti senza regole. La città ne verrà fuori. Il grande cuore dei lucchesi ci aiuterà».

Come contribuire

L’iban del conto corrente per le donazioni è IT 82 V 05034 13701 000000005172. Causale: Fondo Mutuo Soccorso Comune di Lucca. Per donazioni di questo tipo si applicano incentivi fiscali previsti dal decreto “Cura Italia”: una detrazione dall’imposta lorda sul reddito del 30% per le erogazioni liberali, in denaro o in natura, effettuate nel 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali. Per le donazioni dai soggetti titolari di reddito d’impresa: le erogazioni in denaro sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa. Non ci sono limiti all'importo deducibile. —

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