Gioco
«Messaggi via chat agli altri malati per dare loro forza e conforto»
Giuseppe Di Riccio è stato dichiarato clinicamente guarito dai sanitari: è il padre del primo paziente lucchese ad aver sconfitto il coronavirus
la testimonianza
Giuseppe Di Riccio, 70 anni, di Capannori, è il padre di Christian, il primo paziente lucchese a essere guarito dal coronavirus. E ora anche lui, proprio come suo figlio, è riuscito a sconfiggere il Covid-19. O, quantomeno, a essere dichiarato clinicamente guarito.
Giuseppe Di Riccio, il prossimo 18 aprile, compirà 71 anni. E, questa volta, avrà un buon motivo per festeggiare. Anzi tre. «Non solo il mio compleanno – precisa Giuseppe – ma pure la guarigione mia e di Christian». Nelle sue parole c’è tutto l’entusiasmo di chi sa di averla scampata bella. «Sono stato dimesso il 21 marzo – racconta – ma i sintomi si sono presentati circa due settimane prime. Avevo la febbre e, soprattutto, difficoltà respiratorie. Dopo tre giorni, sono stato ricoverato».
Nel reparto di malattie infettive, per Giuseppe, è cominciata la “nuova” vita. «C’erano la dottoressa Morelli e le infermiere – racconta – sono state bravissime. Ringrazio, in particolare, l’infermiera Damiana. Non ho mai visto il suo viso, ma i suoi occhi sono riusciti a infondermi forza e coraggio. Così come le sue parole». Giorni e notti impegnate a combattere insieme a “compagni invisibili”: compagni di stanza con cui, però, era impossibile avere contatti. «Per vincere la noia e la sofferenza ci siamo scambiati i numeri di telefono –spiega Di Riccio – e ci mandavamo messaggi tramite Whatsapp, chiedendo informazioni sulle condizioni di salute attraverso lo smartphone. Era bello, ci sentivamo tutti più vicini».
All’inizio era impossibile fare a meno dell’ossigeno, ma poi i pomoni di Giuseppe hanno ripreso vigore. Fino a quando la mattina del 21 marzo, i dottori gli hanno comunicato che poteva tornare a casa. «Mi hanno detto che ero clinicamente guarito, anche se il tampone era sempre positivo al coronavirus – conclude Giuseppe Di Riccio – ma i sintomi se n’erano andati. Nei prossimi giorni dovrò rifare il tampone e spero che, questa volta, sia negativo. Allora, finalmente, potremo festeggiare questo mio incredibile ritorno alla vita. Sarà una gioia incontenibile». —
M.T.
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