Il Tirreno

Lucca

La protesta dei sindacati 

Sanità, ai lavoratori in appalto pochi dispositivi di sicurezza

«Da settimane denunciano le numerose carenze  Scarsi i Dpi concessi  e i lavoratori devono andare a prenderseli se li vogliono»

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LUCCA

Un allarme ignorato da tutti e soluzioni (poche e sudate) che lasciano a desiderare: i sindacati tornano all’attacco sulle condizioni di sicurezza per i lavoratori dei servizi in appalto nelle strutture sanitarie lucchesi.

«Ormai da settimane stiamo denunciando le numerose carenze sulla sicurezza dei lavoratori di tutti i servizi in appalto nella sanità di Lucca – si legge nella nota congiunta delle segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrastporti e Uiltucs – le carenze riscontrate, più o meno gravi, e che continuiamo a riscontrare quotidianamente, attengono sia a turni, orari e così via(ma questa se vogliamo potrebbe essere materia squisitamente sindacale, almeno nella normalità) ma anche e soprattutto alla distribuzione dei Dpi (i dispositivi di protezione individuali dal coronavirus ndr) e alle informazioni carenti, se non addirittura del tutto mancanti. I dpi sono spesso “concessi” ai lavoratori dai loro diretti responsabili solo su insistenza dei lavoratori, vengono fornite scarse informazioni, se non addirittura nessuna, sulle possibilità di contagio nei reparti dove si recano, come succede per esempio a chi distribuisce i pasti e magari viene a sapere per caso che vi è una sanificazione in corso proprio per questo motivo. E, ancora, i lavoratori dei Cup, e in particolare del front office della “Libera Professione”, che non hanno alcun Dpi, o quelli dei front office istituzionali, a cui solo 2 giorni fa sono state consegnate alcune paia di guanti e una mascherina ciascuno, e sono dovuti andare in azienda a prenderli. Non solo: l’azienda ha assicurato l’arrivo di altri dpi, ma comunque non saranno consegnati in loco, ma ancora una volta i lavoratori dovranno andarli a prendere se li vogliono. Eppure hanno un contatto diretto con i pazienti ogni giorno. Tutto questo è inaccettabile. E lo è in primis per la sicurezza dei lavoratori, ma anche perché nonostante le numerose e ripetute segnalazioni, abbiamo avuto in risposta un silenzio totale».

Già, il silenzio. Il fatto che nessuno abbia dato seguito alle proteste dei rappresentanti dei lavoratori su un tema così importante. «E ci stupisce in particolare il silenzio dell’Asl – riprendono i sindacati – che invece dovrebbe avere per prima interesse a vigilare anche sugli appalti, per la sicurezza del proprio personale. Ci stupisce che nessuna istituzione abbia voluto, sinora, verificare con noi quanto sta accadendo o che non abbia ritenuto necessario convocarci date le numerose segnalazioni inviate. Vogliamo ancora una volta credere che il nostro appello venga accolto. Diversamente ci vedremmo costretti a ricorrere a tutti gli strumenti a nostra disposizione». —

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di Redazione web