Brucia di notte un carrello delle pulizie
Getta una cicca di sigaretta all’interno del piattaforma scorrevole che conteneva prodotti altamente infiammabili e provoca un incendio sul binario
LUCCA
Cosa ci fa un ragazzo di 24 anni alle 3 di notte alla stazione ferroviaria di piazza Ricasoli a pochi passi dalla questura di Lucca? E soprattutto perché, in questi tempi di coronavirus, si trova lì e non trova di meglio di gettare il mozzicone di una sigaretta all’interno di un carrello delle pulizia con all’interno prodotti altamente infiammabili che provocano un incendio al binario 1? É quanto si debbono essere chiesti gli agenti della volante, allertati dalla centrale operativa, che dalle telecamere hanno notato aggirarsi tra i vagoni della stazione un giovane che risiede a Monsummano Terme.
POMPIERI IN AZIONE
Appena giunti sul posto gli agenti si sono trovati di fronte un piccolo rogo. C’era un principio d’incendio all’interno della stazione. Precisamente sul binario 1. Non hanno perso tempo e hanno avvertito i pompieri che sono giunti in pochi minuti e hanno spento agevolmente l’incendio che ha completamente distrutto un carrello delle pulizie che conteneva materiale infiammabile e danneggiato anche la parete di vetro dietro al contenitore. Nel frattempo però i poliziotti hanno bloccato un ragazzo di Monsummano che si trovava nelle vicinanze. E che ha candidamente ammesso di aver buttato lui il mozzicone di sigaretta nella piattaforma scorrevole utilizzata per metterci i prodotti infiammabili usati per le pulizie e di non essere poi riuscito a spegnere le fiamme.
LA VISITA AL PADRE
«Sono alla stazione perché dovevo andare a trovare mio padre» le parole proferite agli agenti che li chiedevano conto dei motivi, in tempi di misure di contenimento al Covid, della sua presenza all’interno della stazione. Una spiegazione poco plausibile e non giustificativa dell’assoluta urgenza richiesta dalla norma visto che il ragazzo proveniva da un altro comune. Così il giovane è stato denunciato per incendio colposo e danneggiamento oltre ad essere sanzionato per la violazione delle norme legate al DPCM sulle misure di contenimento del contagio. Dovrà pagare 280 euro entro 30 giorni oppure 400 euro dal trentunesimo al sessantesimo giorno. —
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