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Lucca

L’hotel Bernardino si trasforma in albergo sanitario per i pazienti Covid

Gianni Parrini
L’hotel Bernardino si trasforma in albergo sanitario per i pazienti Covid

C’è la convenzione con l’Asl: si parte la prossima settimana Ventidue camere per ospitare i pazienti in isolamento

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LUCCA

«In un momento del genere credo che non si potesse fare altrimenti». Quasi si emoziona Manuela Clerici, titolare dell’hotel San Bernardino di Antraccoli, quando parla dei motivi che l’hanno spinta a siglare una convenzione con l’Asl per trasformare la struttura affacciata sulla via di Tiglio in un albergo sanitario.

«Accoglierà – spiega Luigi Rossi, responsabile della sanità territoriale nell’area della Piana di Lucca – prevalentemente i pazienti “clinicamente guariti” ma non ancora negativizzati. Si tratta delle persone che hanno superato la sintomatologia della malattia, stanno bene e possono essere dimesse dall’ospedale ma devono ancora rimanere in isolamento perché non hanno ancora il tampone negativo. Non tutti a casa hanno una stanza in cui possono rimanere isolati per un paio di settimane, e magari vivono con altre persone che rischierebbero di essere esposte a contagio. Per questo abbiamo deciso di predisporre sul nostro territorio una struttura in cui questi soggetti potessero proseguire la loro degenza in tranquillità prima di tornarsene a casa. Dal Comune di Lucca ci è stata offerta anche la possibilità di utilizzare Villa Santa Maria, ma è una struttura piuttosto grande che avrebbe bisogno di personale pertanto per il momento useremo l’albergo San Bernardino, più funzionale ai nostri scopi». La convezione prevede che la struttura possa accogliere anche pazienti da poco risultati positivi ma con scarsi sintomi e senza necessità di ricovero. Dovrà garantire a tutti il necessario isolamento e si impegna a impedire l’accesso ai soggetti non autorizzati dall’Asl. Il presidente Enrico Rossi ha assicurato che negli alberghi sanitari sarà presente anche infermiere per garantire la continuità della sorveglianza sanitaria.

Dalla prossima settimana l’hotel a tre stelle sarà pronto per i suoi nuovi ospiti: «Ho messo a disposizione 22 stanze del corpo centrale – dice la signora Clerici – E ora sto “smontando” le camere. Dato che dovranno essere sanificate spesso l’Asl mi ha suggerito di togliere tende, quadri, poltrone imbottite e perfino i frigobar. Tutte cose che rischiavano di venir danneggiate dagli igienizzanti. Le camere saranno un po’ spoglie: gli ospiti avranno a disposizione un letto, la tv, un bagno una scrivania e un armadio. Non si poteva fare di più ma cercheremo di recuperare con il menù».La convenzione prevede colazione, pranzo e cena oltre al ricambio della biancheria: «Non ci hanno ancora dato disposizioni sui pasti ma immagino che debbano essere a base di cibi non troppo pesanti».

Per le strutture ricettive questo è anche un modo per “lavorare” in un periodo nero: la convenzione che Asl stipula con le strutture alberghiere che si rendono disponibili prevede un corrispettivo di 30,90 euro al giorno per ciascuna camera. Non grandi cifre, chi si candida lo fa soprattutto per dare una mano. «Siamo fermi da metà febbraio – spiega Clerici – Di solito lavoriamo molto con le gite scolastiche, ma anche con turisti stranieri: Australia, Danimarca, ecc. Abbiamo perso tutto marzo e la situazione si annuncia critica anche per i mesi estivi ora che anche il Summer sta cominciando a cancellare alcune date. Noi abbiamo tre-quattro dipendenti, tutte persone fantastiche, che al momento sono a casa. Adesso per fortuna si torna a fare qualcosa: ho richiamato la cuoca e anche la donna delle pulizie sarebbe venuta a darmi una mano se non fosse impossibilita da altre questioni». Prima di starsene a casa ad aspettare che la bufera epidemiologica passasse Clerici ha deciso di tornare in campo anche per dare una mano: «Sarò fissa qua per rendermi utile – dice Clerici – Ho dei parenti che lavorano in ospedale e so da loro della gravità della situazione. Non avrei potuto fare diversamente». —

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