Sicurezza
Covid-19, boom di contagi a Lucca e Valle Morti due uomini: avevano 89 e 86 anni
Si tratta di un ex rappresentante di salumi e di un ex floricoltore. In tutto i nuovi positivi alla malattia sono cinquantadue
Martina Trivigno / lucca
Un boom di contagi –52 nuovi casi, per la precisione, rispetto ai 17 comunicati nella giornata di venerdì scorso– e due decessi.
È un bollettino di guerra, quello trasmesso, ieri, dall’Asl Toscana nord ovest. Un picco che arriva in un momento in cui i contagi da Covid-19 sembravano decrescere, perlomeno un po’. Ma che, ancora una volta, fa capire quanto con il coronavirus non si possa mai abbassare la guardia. E il bollettino parla chiaro: 19 casi soltanto a Lucca, 9 a Capannori e 3 ad Altopascio, mentre in Valle del Serchio si registra un totale di 21 nuovi contagiati: 2 a Bagni di Lucca, 2 a Barga, 3 a Borgo a Mozzano, uno a Coreglia Antelminelli, uno a Fabbriche di Vergemoli, 7 a Gallicano, uno a Molazzana, uno a Piazza al Serchio, due a Pieve Fosciana e uno a Vagli di Sotto.
E poi ci sono Massimiliano Francesconi, 89 anni, di San Pietro a Vico, e Germano Serafini, 86 anni, di Segromigno in Piano, che non ce l’hanno fatta, uccisi da un mostro che non ha lasciato loro scampo. Erano debilitati, nel corpo più che nello spirito. Ma niente hanno potuto contro l’aggressività del coronavirus, mentre le famiglie, ora, piangono la perdita di due punti di riferimento.
Francesconi, ora in pensione, aveva lavorato come rappresentante di pasta e salumi. «Negli ultimi tempi aveva avuto qualche problema di salute – racconta, commossa, la figlia Michela – Poi, però, è arrivata la febbre. Abbiamo sperato, fino alla fine, che non si trattasse di coronavirus. Domenica scorsa le sue condizioni sono peggiorate: abbiamo chiamato il 118 e mio padre è stato portato all’ospedale, a Pisa. Da allora non l’abbiamo più rivisto». Le parole si fermano in gola e andare avanti, per la figlia di Massimiliano Francesconi, diventa troppo difficile. Il padre, d’altronde, era una persona stimata e benvoluta, a San Pietro a Vico e non solo. «Mio nonno – racconta il nipote Riccardo, 30 anni – era una persona gentile e onesta, dai saldi principi. Con la sua ironia ha strappato sorrisi a tutti. Era un uomo d’altri tempi, che credeva moltissimo nella famiglia a cui si è dedicato con tutto se stesso. Con la sua morte è venuto a mancare un pilastro». Francesconi, infatti, lascia la moglie Maria Pia, i figli Michela e Andrea, i nipoti Riccardo, Ilaria e Marco e il bisnipote.
Anche Germano Serafini era una persona conosciuta, a Segromigno. Un grande lavoratore che, per vent’anni, aveva lavorato come coltivatore di fiori, in particolare gladioli. Fino a dieci giorni prima della sua morte, Serafini era uscito nella sua amata campagna. La febbre, però, ha fatto comprendere ai familiari – alla moglie, alle due figlie e ai due nipoti – che qualcosa non andava. Il resto, purtroppo, è una storia tristemente nota: l’anziano se n’è andato in un letto d’ospedale.
Intanto, è partita l’attività dei “tamponi in auto” a persone asintomatiche: si tratta di soggetti individuati attraverso procedure aziendali e, in genere, sono coloro che sono guariti clinicamente ma che devono fare i tamponi. Ieri, sono stati fatti oltre venti tamponi in circa un’ora. –
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