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Lucca

Udienze penali spostate a dopo il 30 giugno, il diktat del Csm divide gli avvocati

Luca Tronchetti
Udienze penali spostate a dopo il 30 giugno, il diktat del Csm divide gli avvocati

«Servivano rinvii mese per mse»: preoccupazione dalle Camere Penali per la sospensionee dopo la circolare a cui si adegueranno tanti tribunali

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Luca Tronchetti / LUCCA

Il tribunale di Lucca ha battuto sul tempo gli altri tribunali italiani. Ma c’è la netta sensazione che nel volgere di pochi giorni l’ordinanza di sospensione delle udienze penali sino al 30 giugno firmata dal presidente Valentino Pezzuti verrà mutuata dalla stragrande maggioranza dei presidenti dei tribunali italiani. Il motivo? C’è una direttiva del Consiglio Superiore della Magistratura in seduta plenaria - datata 26 marzo - che indica le linee guida che gli uffici giudiziari devono seguire in ordine all’emergenza sanitaria Covid 19. «Nel testo - si limita a dire il presidente della sezione penale, Gerardo Boragine - si invitano i dirigenti degli uffici giudiziari ad assumere tempestivamente e quindi prima del 15 aprile (che era il termine ultimo di sospensione previsto dal PCDM del 17 marzo scorso) i provvedimenti di sospensione nel settore penale sino al 30 giugno. Tenendo a mente questa linea valuteremo con la massima attenzione le proposte che ci vengono dall’avvocatura». Di più il presidente della sezione penale non dice. Si spiega così la decisione del presidente del tribunale Pezzuti, che nella giornata di giovedì ha sentito anche il Consiglio dell’Ordine forense, di anticipare i tempi rispetto ai colleghi di altri tribunali in ossequio alle direttive del Csm.

LA REAZIONE DEI LEGALI

Per le Camere Penali parla l’avvocato Marco Treggi: «Abbiamo un ottimo rapporto con il presidente della sezione penale, ma questa situazione mette in grave difficoltà l’avvocatura. Capiamo le difficoltà e i problemi causati dalle misure di contenimento del contagio, ma stiamo preparando un documento in cui chiediamo al tribunale di effettuare rinvii a step di un mese l’uno dall’altro al fine di contemperare la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti che sono inequivocabilmente lesi dalla sospensione con le esigenze di tutela della salute da valutare a distanza più ravvicinata. Incontri da svolgersi in modalità Microsoft Teams (la piattaforma telematica) per capire se si aprono spiragli e si possano in qualche modo svolgere almeno i processi più importanti». Le ricadute, anche a livello economico, per i penalisti (ma in generale per il mondo forense) sono sotto gli occhi di tutti visto che non si tratta di categorie che possano usufruire della cassa integrazione. Di contro però c’è la volontà, da parte del tribunale di Lucca, di accelerare l’iter burocratico del gratuito patrocinio per spese dello Stato. Sollecitare la cancelleria a portare avanti in tempi rapidi il decreto di liquidazione delle difese d’ufficio da inviare alla Corte d’Appello preposta al pagamento delle parcelle. «Ci arrivano adesso delle liquidazioni di procedimenti definiti nel 2017. - prosegue Treggi - Due anni e mezzo sono decisamente troppi e velocizzare l’iter per la riscossione in vista di tempi bui ci pare una buona soluzione».

FERIE GIUDIZIARIE

Pronte a dare battaglia per il provvedimento del Csm le Camere Penali a livello nazionale. Dice l’avvocato Lodovica Giorgi: «I nostri studi legali sono aperti e non avremmo alcun tipo di aiuto dallo Stato. Resto basita dalla tempistica adottata: era proprio necessario aderire all’invito del Csm nell’immediatezza invece di aspettare il 15 aprile valutando a quella data la situazione? Non si potevano organizzare le udienze di giugno a scaglioni e ridurre ad un numero ragionevole i processi da svolgere durante la giornata? Ad oggi solo il tribunale di Sorveglianza di Roma ha rinviato i procedimenti con imputati liberi a dopo l’estate. Vorrei poi capire se vi sarà o meno la sospensione feriale. Magari per non gravare sul sopravvenuto si potrebbero, sempre che l’allarme Covid sia cessato, celebrare delle udienze nel mese di agosto. Per l’avvocato Veronica Nelli la salute viene al primo posto: «Se la pandemia perdurerà vorrà dire che tirerò la cinghia e mi adeguerò ai provvedimenti presi dal tribunale. Lo step mese per mese proposto dalle Camere Penali mi pare un’ottima soluzione di compromesso in grado di salvaguardare le esigenze complessive». —

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