Il Tirreno

Lucca

LA PRIMA UDIENZA TELEMATICA 

Ok all’interrogatorio di garanzia in video conferenza

Luca TRONCHETTI
Ok all’interrogatorio di garanzia in video conferenza

Il gip Aracri si collega in aula attraverso il sistema Teams con il penitenziario S. Giorgio e con l’abitazione del legale del giovane finito in carcere

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LUCCA

Alle 11,15 inizia la rivoluzione telematica anche negli uffici giudiziari del tribunale penale lucchese. E il primo esperimento in video conferenza con l’uso della piattaforma Microsoft Teams, accessibile anche agli operatori esterne al tribunale, funziona senza intoppi. Per il debutto digitale è pronta il gip di turno a palazzo di Giustizia: la dottoressa Antonia Aracri. C’è da valutare la posizione di un ragazzo italiano di 24 anni arrestato l’altro giorno dalla polizia per maltrattamenti in famiglia e detenuto nel penitenziario di San Giorgio. Un caso delicato - in carico al pubblico ministero Sara Polino e indagini svolte dalla squadra Mobile - con il ragazzo finito dietro le sbarre che negli ultimi due anni avrebbe dato luogo ad una serie di gravi episodi nei confronti dei genitori e della sorella condite con insistenti richieste di denaro. Una situazione degenerata nel luglio 2019 quando il ragazzo - in cura nel reparto di psichiatria del San Luca - aveva picchiato la madre e la sorella minacciando in agosto con un coltello un altro componente della famiglia. Il percorso di sostegno intrapreso era stato interrotto dalla fuga del giovane dal reparto ospedaliero.

INTERROGATORIO

Ieri mattina è andato in scena il primo interrogatorio di garanzia. Il giudice delle indagini preliminari è sceso in aula dove è stata allestita, con l’ausilio del tecnico informatico, tramite computer la connessione in video conferenza (usando la piattaforma Microsoft Teams, indicata dal Ministero della Giustizia) con il penitenziario di San Giorgio dove si trova recluso il giovane indagato per maltrattamenti in famiglia e con l’abitazione del suo legale. Il detenuto era assistito per la verbalizzazione da un ausiliario di polizia giudiziaria (una guardia giurata) mentre con il gip Aracri c’era un’assistente di cancelleria oltre al tecnico informatico. E il pubblico ministero? La sua presenza, in questo caso, non era necessaria. Ma se avesse voluto prendere parte all’interrogatorio di garanzia poteva essere presente in aula o a limite collegarsi da casa. Una volta stabilito che l’indagato poteva rispondere alle domande formulate dal giudice è iniziata, con la registrazione dell’interrogatorio, la verbalizzazione in via riassuntiva.

LA RICHIESTA

Il legale del giovane affetto da problemi psichici ha chiesto, in sostituzione del carcere, gli arresti domiciliari per il suo assistito. Il giudice si è riservato di decidere e sentirà sul punto anche il pubblico ministero. Verso le 12.15 la video conferenza si è chiusa con la verbalizzazione riassuntiva dell’assistente di cancelleria. A parte qualche problema iniziale nel collegamento con il legale dell’indagato (subito risolto), l’esperimento digitale è riuscito. E vista la necessità di evitare al massimo i contatti fisici durante il trasferimento di persone in tribunale, la tecnologia accompagnerà le prossime udienze con rito direttissimo e le convalide di arresto. —

Luca TRONCHETTI

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