Il Tirreno

Lucca

Il dolore di Katia Ricciarelli: «Di voci come la sua non se ne sentono più»

Katia Ricciarelli
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Katia Ricciarelli

Il soprano ha più volte lavorato con l’artista garfagnino molti i messaggi dalle istituzioni, a partire da Tagliasacchi 

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LUCCA. Il mondo della lirica è in lutto, come si piange una morte di un amico. La morte di Luigi Roni per colpa del Covid-19, ha gettato nello sconforto tutti. Un big della lirica che ha lavorato per anni fianco a fianco col basso calominese è Katia Ricciarelli che, intervistata dal Tirreno, non si capacita ancora: «Che tristezza apprendere la notizia della morte di Luigi. Tanti ricordi di grandi eventi artistici vissuti insieme, ma anche di momenti ed episodi di vita passati in compagnia quando era ancora possibile sorridere e condividere le gioie della vita e commentare i nostri successi artistici. Aveva una bella e grande voce, come non se ne sentono più. Ancora di più odio questo momento che ci porta via i nostri cari, i nostri amici e il nostro passato. Ciao Luigi, la tua voce è qui con me e sempre continuerà a darmi belle emozioni».

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Aaffranto, e non poteva essere altrimenti, il sindaco di Castelnuovo, Andrea Tagliasacchi, il primo a credere, durante la sua presidenza in Provincia, nei progetti di Roni: «La sua grandezza è stata nella sua umiltà e la capacità di artista con la voglia di poter portare l'opera nelle piazze più sperdute. Un atto di amore per la sua terra e di grande determinazione». Il famoso baritono bergamasco Marzio Giossi, già provato dalla situazione coronavirus nella sua città, lo ricorda così: «Era un trascinatore, un amico prima che un collega. Sapeva coinvolgere tutti, e anche sulla scena era sempre naturale e pignolo, perché non si arriva per caso ai livelli dove è arrivato lui». Alida Berti, soprano in carriera al Pucciniano e all'Arena di Verona, è distrutta: «Maestro mio adorato, voglio ricordarti sul palco con me,nella nostra ultima Turandot a Torre del Lago. Mi hai sempre incoraggiata e sei stato un amico e collega meraviglioso. Venti giorni fa il nostro ultimo contatto telefonico, e ora si parla di una morte. O Maestro, come farò senza di te?».

Il maestro Michele Salotti, cofondatore del Festival Il Serchio delle Muse, tratteggia una descrizione commovente: «In primo luogo l'artista di livello internazionale, poi l'uomo che ha sempre dimostrato un altruismo verso giovani artisti. Lui ha fatto lezioni praticamente gratis a tutti. Tanti cantanti lo hanno trattato come un padre, da venti anni è una persona che si è spesa sulla cultura del territorio come nessuno mai. Per me è stata una figura culturale pazzesca, uno come lui non si troverà mai più». Una nota arriva anche dalla Fondazione Pascoli: «Luigi Roni, in questo momento di particolare e comune tristezza, lo vogliamo unire a Guelfo Marcucci, promotore e fondatore della Fondazione Pascoli, perché nel corso della loro vita, uniti da grande amicizia e profonda stima, hanno svolto una nobile azione di valorizzazione e promozione del patrimonio storico e culturale pascoliano».

Ricorda Roni anche il sindaco di Coreglia Valerio Amadei: «Ho avuto il grande onore di conoscerlo per la tradizionale organizzazione del Serchio delle Muse. Il coronavirus si è portato via un artista straordinario e la notizia della morte del Maestro, lascia nello sgomento tutto il mondo della musica e della cultura, non solo della Valle del Serchio».

Commosso Elio Antichi, del gruppo lucchese “Il baluardo”: Avevo parlato con lui un mese fa per il suo compleanno e tristemente quando è morta Mirella Freni che ha condiviso con lui i maggiori palcoscenici internazionali».

Si unisce al cordoglio anche l’assessore alla cultura di Lucca Stefano Ragghianti: «Uno dei grandi talenti che hanno rinnovato e portato nel mondo la grande tradizione musicale della nostra terra. Di Luigi Roni non potremo mai dimenticare l’affabilità, la competenza, ma soprattutto l’infaticabile passione per la divulgazione musicale».




 

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