Sicurezza
Frenano i nuovi contagi, ma non a Capannori
Altri sette casi nel Comune della Piana, che raggiunge quota 100, più di Lucca La maggior parte è distribuita nelle frazioni a nord del territorio
lucca
Altri 17 contagi fra Piana e Valle del Serchio, con una curva che - a vedere i dati degli ultimi giorni - sembra decrescere. Ma a destare un po’ di preoccupazione è la situazione di Capannori, dove i contagiati arrivano a quota 100.
I dati dell’Asl, per cominciare. Ci sono stati 12 tamponi positivit nella Piana: tre a Lucca, due ad Altopascio (una donna di 66 anni e un uomo di 48) e sette a Capannori (quattro uomini di 25, 47, 63 e 79 anni e di 3 donne di 44, 57 e 58 anni). I cinque nuovi casi nella Valle sono così distribuiti: tre a Castelnuovo, uno a Molazzana e uno a Barga.
Ma è sorpattutto il dato di Capannori a colpire. Ieri mattina il sindaco Luca Menesini ha spiegato che i contagiati erano 90. Ai quali vanno sommati tre decessi e i sette casi di ieri, per arrivare a 100. A Lucca, per dare un termine di raffronto, siamo a quota 90 con una popolazione poco meno che doppia rispetto a Capannori.
A dare una chiave di lettura, partendo dalla distribuzione geografica dei casi è stato lo stesso Menesini, che ha anche pubblicato una mappa dei contagi sul territorio. E non serve essere esperti statistica demografica per capire i motivi di questa diffusione più capillare nell’area settentrionale e centrale, ovvero si tratta dei paesi più popolosi e quindi per la legge dei grandi numeri con un maggiore rischio di essere contagiati.
La più grande densità di contagi nelle frazioni di Segromigno in Monte e in Piano (in tutto una quindicina di casi) e quelle confinanti di Lammari, Marlia e Camigliano, che assommano a quasi la metà della popolazione del comune. Particolarmente colpita, secondo la rilevazione, anche Gragnano con sei persone che hanno contratto il virus. Cinque casi a Capannori centro.
«Dalla mappa si evidenzia una maggiore incidenza dei malati nella zona nord. È abbastanza logico e normale visto che zona nord è la più popolosa dell’intero territorio, quella con più scambi e più attività - evidenzia il sindaco - e questo virus si trasmette con la socialità. Infatti lo strumento con cui lo stiamo contrastando è l’azzeramento della vita sociale, lo stare a casa e quando si va dove ci sono altre persone si tiene la distanza di sicurezza di un metro e ci si disinfetta le mani all’entrata e all’uscita».
Tra i 90 positivi (a ieri mattina) 27 sono ricoverati all’ospedale e 63 in quarantena a casa. I decessi sono stati tre: la prima vittima è stata l’80enne Alfredina D’Agnello di Segromigno, che ha perso anche un altro paesano, Renato Lencioni. Il virus si è portato via anche il medico Marco Lera.
La zona di Segromigno è stata una delle prime a fronteggiare l'emergenza Covid con il primo caso di imprenditore di 59 anni del settore del calzaturiero risultato positivo al tampone. La parte sud sembra meno colpita dal virus (nove casi, due a S.Margherita, poi equamente nelle frazioni di Verciano, Badia, Massa Macinaia, S.Leonardo, S.Ginese e S.Giusto). «Questo però non vuol dire – spiega Menesini – che i paesi centrali o quelli del sud sono immuni, perché nessuno lo è. Basta allentare un po’ la tensione e torna a propagarsi con velocità. Quindi dobbiamo stare tutti alle regole, senza distinzioni. E senza allarmismi. Se rispettiamo le regole a giorni il numero dei contagi dovrebbe segnare un rallentamento». Il primo cittadino non esclude una riapertura graduale di alcune attività e luoghi pubblici. «Ma una cosa è certa: non si può tornare a normalità subito». —
Luca Cinotti
Nicola nucci
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