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Terapie intensive 

Campo di Marte, ecco i primi 12 posti letto Rossi: «Abbiamo lavorato a “ritmi cinesi”»

Gianni Parrini
Campo di Marte, ecco i primi 12 posti letto Rossi: «Abbiamo lavorato a “ritmi cinesi”»

Il presidente in visita all’ex ospedale: «Ora i posti ci sono, ma questa è l’ultima frontiera: la battaglia si vince sul territorio»

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LUCCA.

«Speriamo per il meglio ma ci prepariamo al peggio. Se dovesse esserci un altro picco, adesso abbiamo i posti per affrontarlo. E li abbiamo allestiti in tempi “cinesi””. A parlare è il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ieri pomeriggio ha fatto tappa a Campo di Marte per toccare con mano i nuovi letti di terapia intensiva (12, che saranno aperti in due tranche di 6 più 6). Si tratta dei letti per i malati più gravi, quelli che hanno bisogno di essere aiutati a respirare perché i polmoni sono in sofferenza. Dopo la visita al Santa Chiara di Pisa (altri 10 posti), il Rossi, con la dg Maria Letizia Casani è arrivato a Lucca, accolto dal dottor Ferdinando Cellai, responsabile delle terapie intensive di tutta l’Asl. Tra gli ex ospedali toscani, Campo di Marte è quello che accoglierà più pazienti Covid: una settantina. «Intanto partiamo con questi primi 12 letti – dice Rossi – Ne attiveremo altri, ma la speranza è che non ci sia mai bisogno di usarli. In breve abbiamo fatto arrivare nell’Asl nord ovest 53 ventilatori aumentando la dotazione delle terapie intensive negli ospedali. Ma questa è l’ultima frontiera, il campo di battaglia è fuori dall’ospedale. Servono cure intermedie, alberghi sanitari (a Lucca la rsa di Villa Santa Maria, ndr) e un maggior coinvolgimento dei medici di famiglia. Finora sono rimasti ai margini perché non hanno avuto adeguati dispositivi di protezione. Adesso glieli forniremo. Infine abbiamo discusso con degli specialisti sulle terapie da utilizzare per migliorare le condizioni dei pazienti. Non voglio lanciare messaggi di tranquillità - dice Rossi - ma stiamo fronteggiando la situazione: se non avessimo avuto i nuovi ospedali già la prima ondata di contagi ci avrebbe “aggiaccato” e se non avessimo avuto un governo di area vasta non avremmo potuto distribuire i carichi tra i diversi presidi e le aree più colpite, come Lucca e Massa, avrebbero grosse difficoltà». Rossi batte spesso sul ruolo fondamentale dei nuovi ospedali: «Hanno permesso di aumentare i posti letto di terapia intensiva con una certa facilità: sia Massa che Lucca ne hanno 30. Anche il sistema di areazione di queste strutture è importante: l’aria viene cambiate 12 volte al giorno rispetto alle strutture con finestre dove invece si cambia solo un paio di volte», dice il presidente ricordando le polemiche sulle finestre sigillate del San Luca.

A livello nazionali i contagi stanno rallentando, ma in Toscana i dati non sono chiari. C’è chi ipotizza che il picco arrivi più avanti: «Io avevo indicato la data del 27 marzo come giorno del picco – dice Rossi - ma non essendo uno scienziato e non volendo fare lo stregone, sto ai dati e guardo quel che succede. Sarei portato a dire che ci vuole molta calma prima di piangere o di ridere. Voglio ringraziare tutti i lavoratori della sanità per quello che stanno facendo: nell’Asl nord ovest in 15 giorni sono stati creati ben 100 posti letto». Per attivare Campo di Marte serve personale: «Qualcuno abbiamo già assunto (180 specializzandi di cui 25 arriveranno a Lucca, e 100 oss, ndr) altri ne assumeremo. Non abbiamo carenza di anestesisti ma dobbiamo trovare una cinquantina di infermieri per aprire anche Pisa. Almeno un terzo deve essere professionalizzato per cui rinnovo l’appello ai pensionati: “Fatevi avanti”. Siamo disposti a molto nei loro confronti: intanto gli chiediamo scusa se li abbiamo fatto qualche “dispetto” in passato. In ogni caso se dovessero mancare anestesisti o altri professionisti potremmo ricorrere a trasferimenti altre aree. A livello nazionale c’è una lista di 7mila medici a cui potremmo attingere ma non credo che ce ne sarà bisogno. Nei prossimi giorni ci saranno altre novità». —

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