Lutto
Una telefonata per non sentirsi in solitudine
Il progetto “Gallichiamo” ha già raccolto l’adesione di molti volontari pronti a offrire conforto contro il silenzio del periodo
GALLICANO
Quando c’è da dare una mano Gallicano risponde. In questi giorni difficili per molti l’amministrazione comunale ha pensato di fornire un supporto psicologico a chi ne ha bisogno. È nato così il progetto “GalliChiamo”, un servizio di “chiamata di compagnia” rivolto a chi ne ha bisogno. Il servizio consisterà in una semplice chiamata da parte di volontari a persone che si segnaleranno o saranno segnalate dai cittadini. Un aiuto fondamentale, specialmente per gli anziani soli, con una chiacchierata che, in qualche modo, aiuterà ad alleviare la solitudine, o anche scaricare le tensioni che questo periodo può scatenare all’interno di famiglie e comunità organizzate.
Il sindaco David Saisi confida molto su questo progetto, assolutamente gratuito, ma chiarisce subito: «Le persone che contatteranno i cittadini che utilizzeranno “GalliChiamo” sono volontari non qualificati, che fanno una semplice chiacchierata con il chiamato, e non chiederanno mai soldi alla gente contattata. Così come, naturalmente, questo servizio non contempla richieste di aiuti economici. Inoltre, cosa molto importante, di questi tempi in cui tutti bisogna restare a casa, i volontari del servizio non chiederanno mai di andare fisicamente a casa dei chiamati, e naturalmente neanche i beneficiari potranno rivolgere richieste di questo tipo».
Per segnalare una persona che potrebbe aver bisogno di compagnia occorre contattare telefonicamente o via WhatsApp il numero 335 1812319 (è un’utenza del Comune) specificando nome e cognome e numero di telefono fisso o mobile della persona bisognosa. Chi volesse invece aderire a questa iniziativa, offrendo la propria collaborazione, può mandate, sempre su Whatsapp al 335 1812319, un messaggio con scritto “Volontario”. In questi primi giorni l’offerta sta superando la domanda, perché finora ci sono state tante disponibilità ad ascoltare, ma ancora non arrivano cospicue richieste di aiuto. La rete sociale è attiva, e in questi giorni difficili una telefonata può salvare una vita. —
Nicola Bellanova
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