Il Tirreno

Lucca

SENZA BACI, MA CONTINUIAMO A SALUTARCI

SENZA BACI, MA CONTINUIAMO A SALUTARCI

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Viviamo un tempo di emergenza, a causa del coronavirus, che non sembra essere facile, anche perché necessariamente limita le relazioni sociali, fino al punto che non sono ammessi baci e abbracci ed effusioni varie, come pure il darsi la mano e si deve stare a una certa distanza gli uni dagli altri. Vietato, giustamente, ogni assembramento. Tutto questo fino al 3 aprile, salvo complicazioni. Se questa situazione dovesse perdurare per un tempo ancora più lungo, rischiamo di rintanarci ognuno per conto proprio e di vivere da isolati una vita eremitica. E se già stavano prendendo campo le relazioni virtuali, figurarsi ora. Il chattare diventa la via normale dell'incontro, si parla senza vederci, se non virtualmente. Come pure la posta elettronica funziona moltissimo, vista la velocità del "scrivi e rispondi". Insomma, tutti nella rete, sperando di non restarci dentro, perché sarebbero guai.

Persino nelle chiese è diventato impossibile pregare insieme, perché il divieto di assembramento è arrivato anche lì: sono sospese tutte le celebrazioni, è vietata ogni riunione per paura di contagio. Tutti divieti che speriamo diano risultati positivi per la sconfitta del virus. Però niente vieta che si continui a salutarci, qualora ci si incontri, anche senza la stretta di mano e gli abbracci. Ci si può salutare con un cenno della mano o del capo oppure guardandoci negli occhi e scambiandoci un bel sorriso o mandando un bacio. Chissà che lo scambio dei saluti, terminata l'emergenza, non diventi più caloroso dell'abituale stretta di mano o del "grattarsi" vicendevolmente la schiena?

Ci sono tante persone, soprattutto anziani e malati, che non possono uscire di casa perché hanno paura del virus, e rischiano di restare chiusi nelle loro abitazioni, senza vedere nessuno e chissà per quanto tempo. Perché non fare loro una telefonata e conversare con loro, incoraggiandoli? A volte, certe situazioni che cambiano i nostri modi di vivere, possono creare e favorire profonde amicizie. C'è poi un rischio in cui possiamo cadere tutti, che è quello di vedere nell'altro un portatore o un potenziale trasmettitore del coronavirus, soprattutto se si tratta di persone di origine orientale, come è avvenuto nelle settimane scorse, in diverse parti d'Italia. Sono comportamenti incomprensibili in persone civili. Sono stupidità, meglio sarebbe dire violenza gratuita. Il "dagli all'untore" di manzoniana memoria, sia soltanto un ricordo di altri tempi.

Attenti a non lasciarsi prendere dal panico, cattivo consigliere, con il rischio di vedere nell'altro un "untore". Saremmo al top della confusione. —



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