Minaccia suora e volontari, divieto di avvicinamento per un ospite della Caritas
LUCCA
Era salito agli onori della cronaca poco più di 10 anni orsono quando cercò, inutilmente, di fermare la mano omicida di Francesco Sabbatino che il pomeriggio del 5 ottobre 2009 davanti alla farmacia di Lunata uccise con un marrancio Loreta Salemme, 46 anni, la donna di cui si era invaghito. Nel tentativo di soccorrere la vittima e di disarmare il carnefice restò ferito ad un braccio. A tanti anni di distanza il lucchese - oggi 47 anni - finisce nel mirino dell’autorità giudiziaria con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una suora, del direttore responsabile e di una volontaria del Casa della Carità, un centro di accoglienza e solidarietà in via del Fosso nel centro storico. E, proprio in considerazione della denuncia presentata, nella giornata di martedì la volante della polizia notifica all’indagato il divieto di avvicinamento firmato dal gip Riccardo Nerucci su richiesta del pm Sara Polino. In buona sostanza il quarantasettenne - da tempo sofferente di problemi legati all’abuso di sostanze alcoliche e ospite della mensa gestita da un gruppo di volontari legati alla Caritas diocesana - dovrà restare a 100 metri di distanza sia dalla struttura, sia dalle tre persone che lo hanno denunciato.
I FATTI
Stando all’accusa meno di un mese fa a seguito di un’accesa discussione - nata dalla pretesa di poter entrare nella sala mensa prima della sua apertura - il quarantasettenne iniziò a dare in escandescenza. Prima prese a inveire e minacciare il responsabile della struttura che avrebbe colpito con un pugno. Poi se la prese verbalmente con una suora e una volontaria che, già in passato, era stata aggredita verbalmente da un guineano ospite della Caritas che voleva sposarla a tutti i costi. Non pago il lucchese era uscito dalla Casa della Carità e armato di un bastone si era scagliato contro l’utilitaria della volontaria parcheggiata accanto alla struttura danneggiandone il tettino. Inoltre avrebbe cercato pure di rientrare colpendo varie volte la porta dell’atrio con il medesimo bastone. Sul posto intervenne una volante della polizia con gli agenti che riuscirono ad allontanarlo. L’ospite della struttura venne denunciato per minacce aggravate, atti persecutori e danneggiamento e in considerazione del suo comportamento aggressivo il giudice ha deciso di applicare il divieto di avvicinamento. —
L.T.
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