Il Tirreno

Lucca

«Le persone ora vogliono informarsi»

Rossella lucchesi
«Le persone ora vogliono informarsi»

Marco Indragoli, del “Giornalaio di piazza San Francesco”, parla di un aumento delle consegne di giornali e riviste a domicilio

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«Grazie al cielo, ci è stato concesso di continuare a lavorare e trascorrere giornate con quella parvenza di normalità che alla maggioranza degli esercizi commerciali è stata negata. Alla fine, possiamo dire che, in tempo di coronavirus, la nostra è una delle categorie più fortunate perché, adesso più che mai, la gente vuole essere informata e seguire gli sviluppi di una situazione che ci ha preso alla sprovvista, trascinandoci nell’incertezza del domani». Parola di Marco Indragoli, il “Giornalaio di piazza San Francesco” che da anni condivide l’attività con Giulia Paoli, servendo ogni giorno la clientela del quartiere e molti passanti che si fermano volentieri nel piccolo, ma fornitissimo negozio, accolti dalla gentilezza e dalla professionalità dei titolari dove, nel rispetto delle normative, entrano pazientemente uno per volta. «Per noi la consegna a domicilio di quotidiani e settimanali ai cittadini e alle attività commerciali del centro storico di Lucca non è una novità, visto che è un servizio che, su richiesta, facciamo da tempo – prosegue Indragoli – Se le consegne ai negozi, al momento, sono calate notevolmente, data la quasi totale chiusura degli esercizi, abbiamo però riscontrato un incremento di vendite ai privati che, restando chiusi tra le mura di casa, hanno più tempo per leggere. E anche di fare le parole crociate che in questo periodo sono utili anche per distrarsi e mantenere in esercizio la mente».

«Le vendite a domicilio sono aumentate parecchio – sottolinea il titolare – così come è cresciuta l’affluenza di coloro che si presentano di persona, molti dei quali vengono a ritirare la stampa dei compiti dei figli, spediti via mail. Non solo dal centro storico, ma anche dalla periferia, visto che molte edicole hanno scelto di chiudere e si può accedere alla Ztl».

«Mancano purtroppo i turisti – conclude Indragoli – che, in questo periodo, avrebbero affollato la città e che hanno sempre contribuito al nostro lavoro con la vendita di tanti souvenir che quest’anno temo restino sugli scaffali, insieme ai giocattoli e ai prodotti di cartoleria. L’unica consolazione resta dunque la vendita di quotidiani e riviste e il piacere di fare un gesto di solidarietà, consegnando i giornali nella cassetta delle lettere dei clienti che così restano a casa e sono protetti dal contagio. L’unica nota stonata è la spettralità di questa piazza che siamo abituati a vedere brulicare di gente a ogni ora della giornata, e spesso fino a notte fonda: speriamo torni presto torni a essere viva e gioiosa come l’abbiamo vista finora». –

Rossella lucchesi

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