Lutto
Benicchi e lo swing come terapia, l’artista lucchese regala la sua musica
Di professione è esperto di marketing e comunicazione: «Adesso che sono a casa cerco di dare benessere a tutti»
LUCCA. La musica come «alleggeritore», ma anche come qualcosa da condividere, seppure lontani, qualcosa che unisce e porta mente e cuore lontani dalla realtà. Luca Benicchi lo sa bene. Lucchese, esperto di marketing e comunicazione per professione (è sua l’agenzia Lindbergh), musicista per passione, in questo periodo di isolamento forzato ha messo a punto dalla sua pagina Facebook un programma musicale per chiunque voglia beneficiarne. In realtà i programmi sono due: i suoi brani da solista alla tastiera e i brani con la sua band, Daisy & Uncle, che nasce dal sodalizio artistico con la nipote Margherita Giorgi, 26 anni, una laurea in filosofia e una voce bellissima.
«L’isolamento forzato ci costringe a trovare modi diversi per trovare vie di fuga - spiega Benicchi -. E la musica può contribuire. Io metto la mia a disposizione, con i mezzi che ci sono. Ognuno di noi ha il suo angolo musicale».
Da quando è iniziata per tutti noi la «quarantena» - Benicchi la definisce così per indicare un periodo di restrizioni nella vita sociale imposto a tutti - il musicista lucchese ha cominciato a pubblicare, accanto alle esibizioni da singolo, un nuovo progetto, quello messo a punto con la nipote Margherita, legato alla musica swing. «Eseguiamo cover di brani famosi ma anche brani nostri, originali, attraverso un canale YouTube denominato “Daisy & Uncle”. Abbiamo avuto fortuna: avevamo fatto le prime registrazioni in uno studio a Firenze proprio pochi giorni prima che l’emergenza coronavirus scoppiasse. Ne viene fuori una specie di concertino a puntate, un modo per proporre della musica online».
Il riscontro da parte del pubblico è stato immediato, da quello più raffinato degli intenditori di musica ai fruitori estemporanei.
«Cerco di utilizzare questo periodo nel modo migliore che posso - continua Benicchi -. Il nostro lavoro di marketing e sviluppatori di progetti di comunicazione per le imprese ha risentito molto poco di una diversa modalità di lavoro come quella dello smart working, che nell’agenzia pratichiamo tutti al momento. In questa fase i clienti devono comunicare cose diverse, chi vuole far sapere che è aperto, chi vuole rassicurare i propri clienti. Quando ho un momento, mi dedico alla musica: è facile, sono a casa, ho tutto qui».
Lo swing è un po’, per Benicchi, il comune denominatore con l’epoca del coronavirus, un’epoca di proibizionismo come quella a cavallo fra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso in cui questo genere musicale si sviluppò. «Ultimamente - spiega infatti il musicista lucchese - anche per i brani di mia composizione mi sto spostando sullo swing, lo stile di Paolo Conte e Jannacci per capirsi. Lo swing fu un movimento incredibile, che riuscì a proliferare in un mondo particolare. Questo momento di isolamento è un po’ come la crisi del ’29. Lo swing è una musica che fa bene al cuore, un jazz leggero, fruibile da tutti, che sprigiona un senso generale di benessere». —
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