Sicurezza
«Andrà tutto bene» Il messaggio di speranza arriva dal Carrefour
Barbara Terziani, delegata sindacale Filcams Cgil, racconta: «Turni di sei ore estenuanti, anche noi abbiamo paura»
Martina Trivigno / lucca
Turni di sei ore, estenuanti. Ma non c’è solo la stanchezza. No, ora c’è anche la paura. Per se stessi e, soprattutto, per i propri familiari. Barbara Terziani lavora al supermercato Carrefour di via Santissima Annunziata come addetta vendita. Ma in questi giorni, per via dell’emergenza coronavirus, si è trovata spesso a ricoprire il ruolo di cassiera. «La maggior parte dei clienti osserva le regole, ma non tutti, a dire la verità – racconta Terziani – C’è chi entra senza guanti e mascherina. Facciamo entrare soltanto una persona per nucleo familiare e, talvolta, alcune donne si risentono e accampano qualche scusa della serie: “Mio marito non sa fare la spesa da solo”. E poi c’è chi, quando gli chiediamo di mantenere le distanza di sicurezza, si offende. Ma, per fortuna, sono delle eccezioni». Una gestione non facile dell’emergenza, neppure all’interno dei supermercati. Anche se – precisa Terziani – i più hanno, adesso, la piena consapevolezza del momento difficile che stiamo attraversando. «Abbiamo paura – racconta la dipendente – e i turni di sei ore ci sembrano lunghi perlomeno il doppio. Ma il nostro senso di responsabilità, quello di fare in modo che i clienti possano acquistare i beni di prima necessità, ci dà la forza per andare avanti, ogni giorno. Certo, quello del contagio è un pensiero fisso. Non tanto per noi, visto che l’età media dei dipendenti del punto vendita è abbastanza giovane. Ma per le nostre famiglie: il timore più grande, infatti, è quello di contagiare gli anziani che abbiamo in casa o alcuni familiari con patologie».
E fin dall’inizio di questa emergenza, i lavoratori del supermercato Carrefour hanno chiesto i dispositivi di sicurezza. «I guanti sono arrivati quasi subito – precisa Barbara Terziani – così come i gel all’entrata del negozio, per noi e per i clienti. E poi sono state installate le barriere di plexiglas per evitare i contatti tra cassieri e clienti». Più difficoltà (come un po’ovunque, d’altronde) sul fronte delle mascherine. «Sono difficili da reperire quelle ad alta protezione – sottolinea Terziani – Ne abbiamo qualcuna in più, invece, di quelle chirurgiche, ma non sono comunque sufficienti. Dovrebbero essere usate soltanto per un turno di lavoro, ma ovviamente le facciamo resistere molto più a lungo. Qualcuno di noi, intanto, si sta organizzando per cucirle da solo». Le difficoltà, insomma, non mancano, ma i lavoratori resistono. O, perlomeno, ci provano. «Ci sono tante persone che riconoscono l’importanza del nostro lavoro e ci ringraziano – conclude Terziani, che è anche delegata sindacale della Filcams Cgil – Anche per questo vorremmo che ci fosse dato il giusto riconoscimento a livello contrattuale. Spesso, infatti, ci sentiamo una categoria di serie b e, in noi, sorge una sorta di frustrazione. Da parte del Governo, infatti, ci aspettavamo una considerazione maggiore».
«Il presidente del consiglio Giuseppe Conte – conclude – ci ha ringraziato, ma poi non ha attuato misure, ad esempio, per la chiusura domenicale di tutti i supermercati. Quel giorno a settimana sarebbe fondamentale per due motivi: a livello psicologico per i lavoratori, ma anche dal punto di vista della sanificazione dei locali». E in attesa che qualcosa si muova, i dipendenti del Carrefour di Lucca hanno voluto lanciare un messaggio di speranza. I volti coperti dalle mascherine, ma lo striscione, su cui capeggia una arcobaleno, recita: «Andrà tutto bene». La speranza di ognuno di noi. –
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