Il Tirreno

Lucca

Violenza, stop segnalazioni Vittime costrette al silenzio

Barbara Antoni
Violenza, stop segnalazioni Vittime costrette al silenzio

Da Lucca in oltre 150 hanno aderito all’invito a Conte affinché si ribadisca la presenza dei servizi a tutela delle donne che subiscono abusi in famiglia

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Arriva forte, da Lucca, l’appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di non abbassare la guardia, in questo momento dominato dall’emergenza coronavirus, per quanto riguarda la violenza sulle donne, in particolare la violenza domestica, Oltre centocinquanta persone, da Lucca, hanno sottoscritto la sesibilizzazione, nata sulla scorta di un allarme giunto dalla ministra per le Pari Opportunità Giulia Bonetti e poi ripreso da un gruppo organizzato che ha fatto capo alla pagina Facebook Staffetta Democratica, affinché il Governo torni a ribadire che l’emergenza virus non cancella i servizi a tutela delle vittime di violenza. Da Lucca, la prima a cogliere l’importanza dell’appello è stata la presidente dell’associazione Città delle Donne, Daniela Grossi, con Cecilia Carmassi dell’associazione e l’assessora alle pari opportunità di Lucca Ilaria Vietina. Ma anche tutta la giunta comunale - a partire dal sindaco Alessandro Tambellini che ha firmato l’appello mentre seguiva la giunta in teleconferenza dal reparto ospedaliero in cui si trova al momento, seguito da tutti gli assessori e assessore.

«Grazie all’opera indefessa di Emanuela Bianchi del coordinamento donne dello Spi Cgil di Lucca oltre che componente della Città delle Donne, nello scorso fine settimana ci siamo uniti da Lucca all’appello e in breve tempo dal nostro territorio sono arrivate oltre centocinquanta firme - spiega Daniela Grossi -. Hanno accolto questa sensibilizzazione che il Centro Donna di Lucca, le sportive di Donne in Pista, il Centro antiviolenza Luna con la presidente Daniela Caselli. Abbiamo chiesto a Conte che la violenza sulle donne non passi in secondo piano in questo momento, che non venga abbassata la guardia».

In Palazzo Orsetti intanto, l’assessora Vietina con la collega assessoraa Valeria Giglioli con delega al sociale stanno studiando le modalità migliori per diramare una sensibilizzazione anche alla popolazione lucchese, per far arrivare, in particolare alle donne vittime di violenza, il messaggio che niente, neanche l’emergenza coronavirus , può far distogliere l’attenzione dalle loro situazioni di difficoltà».

Il messaggio più preoccupante, giunge dal Centro Luna, attraverso la presidente Daniela Caselli. «La sede fisica della nostra associazione è chiusa - spiega la presidente - per gli effetti del decreto ministeriale che limita la presenza nei luoghi pubblici. Ma tengo a far sapere a tutte le donne che hanno bisogno di noi che ci siamo. Putroppo il nostro telefono da giorni, è muto. Ma questo non significa affatto che i casi di violenza non si verifichino. La verità - continua Caselli - è che in questo momento più che mai le donne vittima di violenza domestica hanno difficoltà a raggiungerci, anche con una telefonata. Tutte le case famiglia di cui disponiamo sono al momento piene. Non abbiamo notizia, in questo periodo, nemmeno di accessi tramite il codice rosa».

«Quando l’emergenza coronavirus sarà terminata - conclude Caselli - ci attendiamo una mole di superlavoro. Purtroppo la violenza non si ferma. Le segnalazioni arriveranno tutte insieme»

Il numero nazionale per segnalare le violenze è il 1522, esiste anche una app scricabile gratuitamente. Ma anche il centro Luna è a disposizione: basta telefonare allo 0583 997928 e inviare un messaggio, anche via whatsapp ai cellulari indicati, per far partire un aiuto. —

Barbara Antoni

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