Il Tirreno

Lucca

«Noi in campo per il diritto all’informazione»

Rossella Lucchesi
«Noi in campo per il diritto all’informazione»

Alessandro e Gino Cerboncini, dell’omonima edicola del centro storico, hanno cominciato a consegnare i giornali a domicilio

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«L’informazione è importante per i cittadini. Soprattutto in questo momento drammatico, in cui tutti vogliamo essere costantemente aggiornati sull’andamento di una pandemia che ci ha colto di sorpresa, trascinandoci in un incubo globale. Il nostro compito è garantire il diritto all’informazione e per questo ci siamo organizzati con il servizio a domicilio di giornali e riviste ai clienti anziani e a coloro che hanno difficoltà motorie. Naturalmente muniti di mascherine e adottando le dovute precauzioni. Così ci sarà meno gente in giro a rischio contagio e noi avremo dato il nostro piccolo contributo a questa situazione assurda che ha messo in ginocchio l’umanità». Pochi minuti dopo queste affermazioni, Gino Cerboncini, presidente provinciale di Snag (sindacato nazionale autonomo giornalai) decide comunque di interpellare le autorità competenti, per accertarsi sull’eventuale autorizzazione agli edicolanti sulle consegne a domicilio di giornali. Ci richiama indignato, affermando di essere andato personalmente ai comandi di polizia e carabinieri. Che – spiega – «hanno dato l’assenso al servizio, a patto di essere in possesso di un’autocertificazione, mentre una pattuglia della municipale incontrata casualmente di ritorno dal comando di piazzale Verdi, dove mi ero recato per lo stesso motivo, trovando però la porta chiusa, ha negato la possibilità di un servizio che, secondo loro spetta solo a farmacie e negozi di generi alimentari».

«Nel frattempo – prosegue Cerboncini – il distributore locale Martini, sollecitato dagli editori che intendono pubblicizzare l’iniziativa, mi contattava per fare un resoconto delle edicole che in questa drammatica situazione hanno scelto di rendere questo servizio sociale». Al quale l’edicola, gestita da Alessandro Cerboncini, figlio di Gino, affianca il pagamento di bollettini e la vendita di ricariche telefoniche e, da qualche giorno, anche di mascherine e gel disinfettanti, di cui deve continuamente approvvigionarsi per accontentare le tante richieste. A ruba anche le copie di autocertificazione per i cittadini che, per motivi validi, devono spostarsi da casa e vogliono farlo nel rispetto della legge. «Se dobbiamo stare a casa e uscire solo in caso di necessità, com’è giusto che sia, chi di dovere dovrebbe metterci in condizione di dare il nostro contributo per far sì che i cittadini si muovano il meno possibile dalla propria abitazione, anziché metterci i bastoni tra le ruote», aggiunge Gino Cerboncini che non si dà per vinto e spera nel buonsenso e nella collaborazione di tutte le forze dell’ordine abilitate al controllo. –

Rossella Lucchesi

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