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Lucca

Croce Verde, cento volontari al giorno in trincea «Sono degli eroi»

Martina Trivigno
Croce Verde, cento volontari al giorno in trincea «Sono degli eroi»

A fare il punto è la presidente dell’associazione, Elena Ricci: «Hanno trasformato la paura per il Covid in cura e cautela»

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Martina Trivigno / lucca

Sono circa un centinaio, ogni giorno. Mentre fuori imperversa il coronavirus (e, con lui, la paura)loro, i volontari della Croce Verde di Lucca, lottano una battaglia silenziosa. Ma, non per questo, meno importante. Anzi. È la presidente dell’associazione, Elisa Ricci, a raccontare, con parole piene di orgoglio, quello che sta succedendo, in queste ore, nella sede di viale Castracani, ma anche in quella della Mediavalle e della Garfagnana.

Presidente, come stanno affrontando i volontari l’emergenza Covid-19? Hanno paura?

«Stiamo andando avanti con gran parte delle attività, nel pieno rispetto delle regole. I volontari hanno dimostrato una grande generosità. È eroico quello che stanno facendo. E se anche la paura c’è, assume una connotazione positiva. La preoccupazione si trasforma in cura estrema, in cautela. Per non andare incontro a pericoli, per se stessi, ma anche per i familiari e gli utenti.

Anche perché avrebbero potuto decidere di sospendere per un po’ la loro attività di volontariato.

«Esatto, il punto è proprio questo. Parlo di generosità ed eroismo perché i nostri volontari non sono retribuiti per fare ciò che fanno. Sentono, in ogni caso, tutto il peso e la responsabilità del ruolo che ricoprono. Sanno di essere necessari, che senza di loro tutto verrebbe meno. Così hanno scelto di restare».

Ha avuto timore che, di fronte alla pandemia, i volontari della Croce Verde potessero decidere di venire meno ai loro compiti?

«In un primo momento, forse. Ma li conosco e ho sempre saputo che non lo avrebbero fatto. Qualcuno, con una salute più cagionevole, ha chiesto di essere impiegato in ruoli più “defilati”. Ma sono rimasti e, per questo, li ringrazio. Servirebbe una maggiore considerazione del la loro attività».

Si riferisce alla necessità di maggiori tutele anche per i suoi volontari?

«Certo, è proprio così. Si pone, e anche giustamente, moltissimo l’accento sul comparto ospedaliero, medici e infermieri che lavorano moltissimo. Ma non si sente quasi mai parlare del primo soccorso e di quanto i volontari rischino, in prima persona».

Com’è la situazione sul fronte dei dispositivi di sicurezza?

«Più dispositivi si hanno e meno si rischia. Soprattutto nella prima fase dell’emergenza, però, non ci erano stati forniti nella misura adeguata. Adesso ci siamo organizzati con una raccolta fondi per acquistare mascherine e quanto necessario per fronteggiare il coronavirus e, soprattutto, per tutelare le persone».

La Croce Verde di Lucca, tra l’altro, ha pure un’ambulanza Covid-19.

«Veniamo spesso chiamati a intervenire su casi sospetti di coronavirus e siamo attrezzati anche per questo tipo di emergenza».

In che modo?

«In quel caso la squadra d’emergenza Covid-19, formata da tre soccorritori, procede alla vestizione: indossa, in sostanza, una tuta anticontagio e tutti i dispositivi di sicurezza. I nostri volontari si sono preparati con attenzione per affrontare questo tipo di emergenza».

Presidente, cosa si sente di dire ai suoi concittadini in questo momento difficile come non mai?

«Voglio fare, innanzitutto, un appello al buon senso, invitando tutti quanti a non ragionare in maniera individualistica e a non vedere in queste regole una limitazione della libertà personale. Solo così riusciremo a proteggere le persone più fragili e, al tempo stesso, sconfiggere il Covid-19. Insieme ce la faremo. Ma, per favore, restate a casa». –

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