Gioco
Supermarket vicino, ma in un altro comune Il dubbio sul dove si potrà fare la spesa
Oggi un tavolo in prefettura sul nuovo decreto, ma il criterio della distanza viene considerato il più importante
CAPANNORI
Abitare a un tiro di schioppo dal supermercato nel comune limitrofo, ma essere costretti a macinare diversi chilometri per fare la spesa. Una situazione paradossale quella che, da una prima lettura, sembrava scaturire dall’ultimo provvedimento anti coronavirus, che sembrava imporre il fare la spesa non più nel comune più vicino ma in quello di residenza. Una stortura che pareva ancora più evidente in una realtà come quella del Capannorese e un territorio enorme, con un’estensione di 156 chilometri e 40 frazioni. Per dire, un abitante di Capannori centro fatebbe prima ad andare a fare la spesa a Porcari (a 7 chilometri) anziché a Marlia, a 13 chilometri. Chi vive a Guamo, nella zona sud, ha invece vicinissimi i supermercati di Lucca. Una situazione che poi è sembrata chiarirsi nel pomeriggio, quando in una nota ministeriale si precisava che il primo criterio da rispettare non era quello della territorialità ma quello della vicinanza: ossia, se il supermercato è in un altro Comune, ma è il più vicino a casa nostra, bisogna andare in quello. Almeno questa la nuova lettura che è stata data, anche dal sindaco Luca Menesini intervenendo sulla questione. «Non bisogna andare nel supermercato preferito – ha scritto rispondendo ai dubbi dei cittadini – ma in quello più vicino, anche se piace meno. E andateci il meno possibile per cui a chi si trova un po’ a metà consiglio di restare nel supermercato del comune in cui vive, chi invece vive vicino a un supermercato di un altro comune, se il governo manterrà la stessa logica, può andare. Se si viene fermati per un controllo si deve dichiarare che è il supermercato più vicino a dove vivete. Il criterio di fondo resta unico: si deve restare in casa».
Questa insomma parrebbe la versione corretta, anche se per chiarire definitivamente la vicenda è stato convocato per questa mattina un tavolo in prefettura con i primi cittadini della Lucchesia.
L’ipotesi di un obbligo a restare solo nei propri confini comunali comporterebbe numerosi paradossi. Tra i possibili effetti collaterali, in un territorio di 46 mila abitanti, c’è anche il rischio di affollare i supermercati di Capannori, concentrando i clienti, che prima avevano una possibilità di scelta maggiore, solo negli esercizi cittadini, mentre al contrario non si potrebbero sfruttare le potenzialità delle strutture, magari medio-grandi, me geograficamente collocate in Comuni con un minor numero di abitanti (come nel già citato esempio di Porcari dove già, ieri mattina, si sono registrate meno code rispetto ai giorni precedenti).
Una situazione paradossale anche in virtù dei motivi che hanno portato al provvedimento governativo, ossia tutelare la salute dei cittadini. Un obiettivo più facile da raggiungere applicando il criterio del supermercato più vicino: non solo e non tanto per la minor strada da fare, quando per la possibilità di evitare una concentrazione di clienti, e quindi persone vicine, in alcuni esercizi, quando magari ve ne sono altri, magari pure grandi, con meno persone. —
Nicola Nucci
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