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Lucca

Esportazioni in calo, il cartario regge, ma tante incognite pesano sul 2020

Esportazioni in calo, il cartario regge, ma tante incognite pesano sul 2020

La fotografia della Camera di Commercio, anche le importazioni hanno subito una flessione nel primo trimestre

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LUCCA. Mentre il mondo produttivo si chiede, con preoccupazione, come proseguirà questo 2020, dalla Camera di Commercio sono arrivate le analisi dei dati Istat sul commercio estero da parte dell’Ufficio Studi, Statistica e Politiche Economiche della Camera di Commercio di Lucca. Dati sostanzialmente positivi, nonostante il segno meno. Nell’anno passato, infatti, le vendite all’estero hanno subito un rallentamento del 5,2 % , ma ha comunque superato la soglia dei 4 miliardi di euro (4.070 milioni per l’esattezza) raggiunta la prima volta nel 2018: l’export provinciale resta dunque su livelli elevati, mantenendo un saldo commerciale in attivo per oltre 2 miliardi di euro. L’andamento trimestrale è stato negativo, anche se si tratta di un segno meno quasi prevedibile, visto che si arrivava da un anno record: dopo un’apertura in contrazione (-6,6%), nei trimestri centrali si è registrata un’attenuazione della caduta (-0,7% il secondo e -2,7% il terzo), mentre nell’ultimo la flessione si è portata al -11,5%. L’andamento provinciale 2019 è stato peggiore sia di quello nazionale (+2,3%), che quello toscano (+15,6%), ma Lucca resta comunque la terza provincia per valore delle esportazioni in regione, dopo Firenze e Arezzo.
Per quanto riguarda i settori produttivi il cartario si conferma il principale per valore delle vendite all’estero, con 920 milioni di euro nell’anno, malgrado una contrazione del -13,5% (-144 milioni) rispetto al 2018: in particolare, alla sostanziale tenuta degli articoli in carta e cartone (-0,8%) si è contrapposta la forte flessione delle vendite all’estero della pasta da carta, carta e cartone che ha ceduto il -28,8% in valore. Anche la meccanica (826 milioni) ha registrato una battuta d’arresto segnando un -9,1%, per la contrazione delle vendite di macchine per impieghi speciali ( -15,6% rispetto allo scorso anno).
Aumentate invece le vendite all’estero della cantieristica nautica (692 milioni di euro, il +4,2% sul 2018 anche se in frenata nell’ultimo trimestre), della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (299 milioni; +6,2%), dell’industria metallurgica (287 milioni; +12,8%), della chimica (191 milioni; +16,6% , per il buon andamento della farmaceutica col +22,2%), e della gomma e plastica (90 milioni; +2,8%).
Per gli altri settori si sono registrate contrazioni, con le vendite del comparto alimentare che hanno toccato i 255 milioni segnando un calo del -14,1% per la dinamica negativa dell’olio (-15,9%), mentre l’industria lapidea, del vetro e delle pietre estratte (154 milioni) ha ceduto il 9,0% per la flessione del lapideo (-12,6%). Anche il sistema moda ha rilevato andamenti negativi, con il cuoio e calzature (150 milioni) in perdita del -22,7% (calzature al -22,1%) e il tessile e abbigliamento (62 milioni, -27,8% rispetto al 2018).
Le vendite all’estero sono diminuite sia verso l’Europa, dove si è registrato un -4,6% per flessione sul mercato UE (-5,7%), sia nel continente americano (-21,4%) dove la caduta ha riguardato sia l’area settentrionale (-21,6%) che quella centro-meridionale (-21,2%). In contrazione anche le vendite verso l’Asia (-4,0%), mentre si sono registrati incrementi sia verso l’Africa (+1,3%) che verso l’Oceania (+207,6% grazie alla vendita di natanti).
Anche le importazioni provinciali hanno mostrato una diminuzione nel 2019 (-3,0%), sebbene segnando il secondo valore più elevato di sempre (2.011 milioni di euro) dopo il 2018. La dinamica infra-annuale ha visto un andamento in progressivo peggioramento: dopo un primo trimestre in crescita (+4,6%), a partire da aprile il valore degli acquisti dall’estero è passato in negativo con diminuzioni sempre più accentuate (-2,3% nel secondo, -6,0% nel terzo e -7,4% nel quarto trimestre). L’import è diminuito anche a livello nazionale (-0,7%), mentre a livello regionale ha segnato una crescita del +5,3%.
La dinamica delle importazioni si è connotata per un lieve incremento degli acquisti dall’Unione Europea (+1,3%) e dall’Oceania, mentre per tutte le altre aree si sono registrate contrazioni. —

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