Sicurezza
Direttissime e convalide da tenersi in videochat tra carcere e tribunale
LUCCA
Nel caso in cui il legale di Manuel Marchi, 27 anni, che con l’aggravamento della misura detentiva dai domiciliari al carcere, decidesse di presentare ricorso al provvedimento il problema, in ambito locale, non si pone. Perché dovrà impugnare il provvedimento al tribunale della Libertà di Firenze. Ma cosa accadrà quando polizia, carabinieri, finanza o vigili urbani effettueranno un arresto in flagranza di reato e, almeno per il momento, non avranno gli strumenti per la connessione in video conferenza (la piattaforma Microsoft Teams, accessibile anche ad operatori esterni al tribunale) individuato e fornito dal Ministero della Giustizia? Il problema potrebbe essere ovviato, almeno momentaneamente, con il trasferimento dell’arrestato dalla caserma o dalla questura al penitenziario dopo lo strumento di video conferenza è da tempo a disposizione. Lì verrebbe fatto confluire il legale dell’imputato mentre il giudice incaricato della convalida o del processo sarebbe in aula e utilizzando la medesima piattaforma svolgerebbe regolarmente l’udienza a cui potrebbe, se necessario, partecipare anche il pubblico ministero. —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
