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Covid, morto un 82enne di Antraccoli Cala il numero dei nuovi contagiati: 13

G.P.
Covid, morto un 82enne di Antraccoli Cala il numero dei nuovi contagiati: 13

Intanto il “lucchese” Cellai è stato nominato da Rossi responsabile delle terapie intensive di tutta l’Asl nord ovest

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LUCCA

Il Covid, fa un altro morto in Lucchesia: si tratta di Umberto Dolazzi, 82 anni residente ad Antraccoli. Era ricoverato da qualche giorno al San Luca, ma le sue condizioni si sono aggravate sino al tragico epilogo. Il bilancio delle vittime sul territorio sale a quota 13: (6 di Lucca, 3 di Castelnuovo, 2 di Capannori, 1 di Porcari, 1 di Villa Basilica).

In mezzo a queste notizie ferali, nel leggere il bollettino comincia a farsi spazio la speranza. Ieri i contagi registrati in Toscana sono calati in maniera significativa rispetto ai 265 del giorno precedente. I soggetti risultati positivi al tampone sono stati 184. Un dato che trova riscontro in quello nazionale dove i nuovi contagiati sono stati 3.780 contro i 3.957 del giorno precedente. Intendiamoci: non stanno diminuendo ma aumentano a ritmo inferiore. Scendendo nel locale, tra Piana di Lucca e Valle del Serchio i nuovi casi sono stati 13: Lucca 6, Capannori 4, Pescaglia 1, Castelnuovo 1 e Altopascio 1 (il terzo, come comunicato dal sindaco Sara D’Ambrosio). Nei giorni precedenti i numeri erano stati altalenanti: “solo” 13 venerdì, ma sabato si salì a 28 e domenica a 29. Dunque è presto per dire che la curva si sta abbassando ma lo si spera perché il San Luca è ormai saturo: 29 i posti occupati tra terapia intensiva e subintensiva. La situazione va gestita con cautela, perché anche se il contagio stesse frenando la sua corsa, i ricoveri continueranno ad aumentare nei prossimi giorni e i letti dell’area critica non si libereranno con altrettanta rapidità. Il ricovero in media dura due-tre settimane: le prossime saranno le giornate più critiche da affrontare.

Il sistema della sanità toscana è messo a dura prova da questa emergenza: le persone ricoverate sono 1076, di cui 238 in terapia intensiva. In teoria si tratta di numeri ancora sostenibili, dato che sono 343 i posti che la Regione ha messo a disposizione per i contagiati da coronavirus (siamo al 69% di occupazione). Il problema è che i casi non sono distribuiti in maniera uniforme sul territorio: ci sono ospedali in sofferenza (in particolare quelli dell’Asl nord ovest) e presidi che invece hanno carichi minori. Le provincie di Lucca (con una particolare incidenza in Versilia) e di Massa Carrara sono quelle che in rapporto alla popolazione fanno registrare una maggiore concentrazione di contagi.

Intanto il presidente Enrico Rossi ha nominato tre coordinatori, uno per ogni Asl territoriale, che avranno il compito di organizzare al meglio l’utilizzo dei posti di terapia intensiva in tutti gli ospedali Covid. Per l’Asl nord ovest il compito è ricaduto sul “lucchese” Ferdinando Cellai. L’obiettivo è far funzionare al meglio un «sistema di vasi comunicanti» che consenta di utilizzare nella maniera più efficiente i posti di rianimazione presenti in Toscana. «È un’ opera - ha ricordato Rossi - che sarà resa più facile dalle caratteristiche dei nuovi ospedali toscani (tra cui il S. Luca), grazie alla loro capacità di trasformare i letti in postazioni di terapia intensiva, come ho verificato stamani visitando gli ospedali della Nord Ovest». —

G.P.

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