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Al San Luca 104 pazienti affetti da Covid «Sono tanti, aspettiamo Campo di Marte»

Gianni Parrini
Al San Luca 104 pazienti affetti da Covid «Sono tanti, aspettiamo Campo di Marte»

La dottoressa Maielli, responsabile della rete ospedaliera dell’Asl: «Molti dei positivi che erano a casa si sono aggravati»

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LUCCA

Centoquattro pazienti Covid ricoverati al San Luca, 29 dei quali in terapia intensiva o subintensiva. Sono numeri elevati quelli dell’ospedale di Lucca. La dottoressa Michela Maielli, responsabile del presidio di San Filippo e di tutta la rete ospedaliera dell’Asl nord ovest, non lo dice chiaramente ma le cifre parlano da sole: i posti per i pazienti più gravi, quelli che hanno bisogno delle terapie intensiva e subintensive sono vicini alla saturazione (il piano della Regione per il San Luca ne conta una trentina). Ciò nonostante il sistema sta reggendo. Merito, dice la dottoressa di una rete ospedaliera che funziona e soprattutto dello spirito di servizio dei lavoratori della sanità che si stanno facendo in quattro. In più è in dirittura l’apertura dei nuovi posti letto al Campo di Marte. Ma andiamo con ordine.

Dottoressa Maielli, tutti si chiedono se i posti letto basteranno per fronteggiare la pandemia. Qual è la situazione del San Luca?

«C’è numero elevato di pazienti Covid e la giornata di domenica è stata molto dura perché ci sono stati diversi nuovi ingressi. Abbiamo già riorganizzato gli spazi dell’ospedale, ad esempio unificando terapia intensiva e subintensiva, per cercare di accogliere il maggior numero di persone. Al contempo abbiamo lasciato 4 posti per i non Covid. La situazione è impegnativa ma devo dire che tutti stanno dando il massimo, lavorando in maniera ottima. Parlo di infermieri, medici, operatori tecnici e sanitari: nessuno si sta risparmiando e questo ci permette di tenere. A tutti loro va il mio plauso».

Parliamo di numeri: quanti sono i pazienti Covid al San Luca.

«In totale al San Luca sono ricoverati 104 pazienti affetti da Covid: 14 in rianimazione, 15 in subintensiva e 75 nel resto dell’area critica con polmoniti. Sono molti soprattutto in intensiva, mentre per il ricovero dei meno gravi ci sono comunque ulteriori possibilità di estensione in aree al momento meno utilizzate dell’ospedale (ad esempio la chirurgia, mentre la day surgery è già stata occupata, ndr)».

In questo scenario l’apertura dei posti letto a Campo di Marte diventa fondamentale. A che punto siamo?

«Stiamo aspettando che arrivino i primi 15 ventilatori elettrici dei 30 che abbiamo richiesto. Per il resto gli spazi sono pronti: i primi letti (i 12 della palazzina O, ndr) e le altre attrezzature ci sono già».

Rossi ha parlato di letti di terapia intensiva.

«Saranno posti di area critica in senso lato. Ci verranno i pazienti con difficoltà respiratorie che hanno bisogno di essere ventilati, vedremo poi se in maniera invasiva - ovvero intubati - o non invasiva».

Bisogna renderli operativi. Il personale c'è?

«Stiamo lavorando. Un centinaio di figure sono già entrate nell’Asl nord ovest e altre ne arriveranno in questi giorni. Abbiamo attivato tutti gli strumenti possibili: reperibilità, scorrimento delle graduatorie, contratti libero professionali, possibilità di richiamare pensionati, specializzandi. Carenza di infettivologi? Qui non mi pare ma è stato introdotto un articolo che consente di utilizzare tutti gli operatori di area vasta dove c’è più necessità: i professionisti, dunque, potranno spostarsi».

La situazione a livello nazionale lascia intravedere un abbassamento della curva di crescita. Avete timore che a Lucca invece il picco debba ancora arrivare?

«Non glielo so dire perché è tutto in divenire. Certo è che ci stiamo muovendo sulla base di quello che abbiamo imparato dall’esperienza lombarda. Più che i nuovi contagi in questo momento l’attenzione è rivolta sull’evoluzione di quelli già positivi che erano in isolamento domiciliare. Negli ultimi giorni molti di questi soggetti già noti che si sono aggravati e hanno avuto bisogno del ricovero».

Dottoressa lei è responsabile della rete ospedaliera di tutta l’Asl nord ovest. Qual è la situazione?

«Massa ha il quadro più critico a causa dell’alto numero di contagi in Lunigiana. Non ho numeri precisi ma sono maggiori di quelli del San Luca, e tenga presente che sono due ospedali gemelli. Comunque non dimentichiamo che c’è anche l’azienda ospedaliera pisana: abbiamo già iniziato a trasferire alcuni pazienti di terapia intensiva». —

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