Il Tirreno

Lucca

il ricordo della figlia 

«Ti ho visto andar via e non ti ho più sentito»

N.N.

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capannori

«Per molte persone era il “Dottore”, per tanti era l’amico Marco, per altri nessuno, per la televisione un numero in più nella colonna sbagliata, per me, per me era il mio papà». Così inizia, su Facebook, il ricordo di Marco Lera scritto dalla figlia Marta.

«Non amo mostrare, né condividere su mezzi come questi il mio dolore- conitnua Marta -, ridurlo a una striscia in mezzo a tante parole. Ma oggi il mio papà è morto, non avrà un funerale, non avrà amici che potranno venire a salutarlo un’ultima volta e queste parole sono le uniche parole che possono essere spese per lui. Il mio papà era una persona speciale e chi l’ha conosciuto lo sa, è stato sempre presente con noi e con le persone che aveva vicino, in casa nostra c’era sempre posto a tavola per chi capitava, c’era sempre un motivo per festeggiare e c’era sempre una parola di conforto. Mi hai insegnato il rispetto, il dare senza chiedere, i valori della famiglia e dell’amicizia, mi hai insegnato l’amore per l’arte e tutte le cose belle, mi hai insegnato la dignità. Ti ho visto andare via e non ti ho più sentito, perché la verità che in questo momento ti confinano in casa, ti chiamano una volta il giorno e basta e tu non lo meritavi, tu che fino all’ultimo hai pensato a noi, a come stavamo.

«Ricordatelo nelle vostre risate, quando mangiate un piatto di spaghetti al dente o quando fate un brindisi tra amici, lui era gioia». —

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