Se le persone sapessero sorridere l’universo sarebbe diverso
La fiducia nel futuro ma anche il realismo di questo momento nel tema sul coronavirus di Marianna, dieci anni, alunna di quinta
Io penso che nel mondo e in Italia questo coronavirus ha fatto molto male alle città, all’economia ma soprattutto alle persone. Il tipo di dolore è fisico, ma la maggior parte emotivo.
Però noi che facciamo per fermare tutto questo? Non basta mandare video di battute e di conforto. Bisogna rimboccarci le maniche e pensare e capire che ora dipende da noi, un piccolo gesto potrebbe fare la differenza. Non si deve pensare solo alle persone morte, ma a quelle che possiamo ancora aiutare per non farle soffrire.
Chiudere le scuole, luoghi pubblici come chiese, negozi, ha migliorato le cose ma non le ha risolte; le mie sensazioni mi dicono che quando sarà finito il coronavirus, perché finirà, so che molte persone cancelleranno questo momento e non impareranno l’importante lezione di vita: il mondo non cambierà, rimarrà lo stesso.
Affacciandomi alla finestra in questi giorni, ho visto le strade vuote, guardandole me le immaginavo piene di persone, alcune col gelato altre con cani al guinzaglio che ridono e scherzano sotto il sole caldo poi riapro gli occhi e ritorno alla prima visione.
A volte immagino e penso: ma quand’è che il mondo è diventato “cattivo”? Perché?
Se tutte le persone si sorridessero e si accettassero per quello che sono oggi l’universo sarebbe diverso.
Ma questo periodo prendiamolo come opportunità per capire e cambiare, possiamo ancora farcela! Se ognuno di noi farà la cosa giusta rispettando le regole potrà far finire la situazione e salvare gli altri!
Però nei momenti difficili dobbiamo sempre ricordare che: tutto andrà bene!
Marianna, 10 anni
5ª D primaria di Sant’Angelo
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