Il dolore
L’elogio della lentezza e i video in inglese per i bimbi
Emma Saisi, di Gallicano spiega il valore della vita a un ritmo diverso ricordando la mamma. E fa la lettrice a distanza per le materne
lucca
Una lettera alla mamma che non c’è più per spiegare il valore di una cosa semplice come stare a casa e per invitare a dare valore e senso a questo periodo strano e difficile che viviamo.
Il messaggio giunge dalle parole di Emma Saisi, di Gallicano. Una donna dinamica e coraggiosa, che ha conosciuto il dolore più grande, la perdita del figlio Damiano in un incidente. Ma lo sguardo di Emma è aperto, fiducioso, è un abbraccio a quanti leggono le sue parole. E siccome è bilingue, per essere nata in Australia dove i genitori erano emigrati, sta usando questa sua proprietà della lingua inglese per fare video che invia ai genitori dei bimbi delle materne dove si presta come lettrice di inglese. «Da 4 anni svolgo un progetto di approccio alla lingua inglese alla materna e non solo di Gallicano. Ora in questo momento mi occupo, divertendomi, a farmi dei video da sola per i bambini e le invio ai genitori per rendere loro questo momento un pò più joyful con una figura famigliare», spiega Emma.
Ed ecco la lettera.
«Carissima Mamma, sono 14 giorni che combattiamo l’emergenza per il contagio del coronavirus. Questo tempo in casa lo impiego a fare le pulizia di primavera, le giornate sono belle e le faccende si fanno volentieri. Quando questa situazione straordinaria sarà finita potrò dedicarmi ad altro. Mi sono anche applicata a lavare e stirare i tuoi bei centrini. Hai ricamato tanto per me. Quando preparavi il mio corredo mi sembrava una cosa normale, ma mai come oggi mi sento ricca di un valore affettivo senza prezzo. Mi ricordo tutte le occasioni quando hai cucito quei punti di ricamo sulla stoffa. Pensando a te ho voglia di abbracciarli. Te non avevi problemi a stare in casa. Trascorrevi la tua giornata al tavolino di cucina con tanti filati colorati per il tuo ricamo. Tra una sigaretta e l’altra ti lavavi le mani per riprendere il lavoro. Qui sembra che a stare in casa si perda qualcosa. È una condizione momentanea ma abbiamo paura. Siamo abituati a uno stile di vita molto movimentato e ora che dobbiamo stare fermi non ci sentiamo normali. Non ho mai imparato a ricamare perché c’eri te che provvedevi. Grazie al tuo esempio oggi mi sento una donna serena». —
B.A.
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