Il dolore
Edicolanti in prima linea per l’informazione
Stefania Cutri di “Edicolandia” ogni giorno consegna decine di quotidiani: «La gente si è accorta della nostra importanza»
lucca
«È come se le persone, all’improvviso, si fossero accorte dell’importanza che noi edicole ricopriamo, anche da un punto di vista sociale. Non esistono soltanto la rete e il web. Sono ancora le nostre edicole, infatti, i presidi fondamentali per la diffusione dell’informazione». Stefania Cutri, la titolare di “Edicolandia” di viale San Concordio, è soddisfatta. Certo, avrebbe voluto che a questa conclusione i suoi concittadini ci fossero arrivati prima e non nel bel mezzo di un’emergenza complessa come non mai. Ma Stefania Cutri fa spallucce e sottolinea: «Meglio tardi che mai». Ed è così, proprio per assecondare la sete d’informazione dei lucchesi, che la titolare di “Edicolandia”, inaugurata nel novembre 2016, ha messo a punto un servizio di consegna a domicilio dei giornali. «Sta avendo un gran successo – racconta la donna – e, talvolta, sono costretta a rifiutare perché le richieste arrivano da troppo lontano. Sono da sola, in edicola. In questi giorni, quando vado a fare le consegne, resta mio padre Giuseppe, in attesa che torni».
Quella degli edicolanti – un po’come chi lavora in attività che vendono beni di prima necessità – è una battaglia in prima linea, spesso rischiando in prima persona. Alla paura del contagio, poi, meglio non pensarci. «Altrimenti, se fosse per questo, dovremmo aver buttato giù il bandone da tempo», sottolinea Stefania. «L’importante – precisa la titolare di “Edicolandia” – è prestare la massima attenzione alle disposizioni governative. Quando sono dietro al bancone, indosso sempre una mascherina ad alta protezione e guanti monouso. Complice il bel tempo, lascio sempre la porta d’ingresso aperta e pulisco con cura le superfici con uno spray a base alcolica. Con un nastro adesivo colorato, infine, ho segnato una linea sul pavimento che indica la distanza di sicurezza che i clienti devono mantenere». Ma oltre le precauzioni, la preoccupazione resta. «Quando consegno i giornali – conclude Stefania Cutri – sto attenta alle disposizioni, evitando di avere contatti. Suono il campanello di casa, per annunciare che sono arrivata, e poi lascio sulla soglia della porta d’ingresso i giornali».
Per Stefania Cutri è già ora d’andare, un’altra consegna di giornali l’aspetta. «Speriamo che il coronavirus porti a una riflessione ad ampio raggio sull’importanza dell’informazione», conclude, mentre se ne va. –
martina trivigno
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