Il Tirreno

Lucca

«È il tempo della creatività e del riassetto»

Barbara antoni

Don Lucio Malanca invita i lucchesi a fare tesoro delle riflessioni che questo momento difficile ha fatto scaturire

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Lucca

«La gente è preoccupata:il coronavirus fa da moltiplicatore delle preoccupazioni che già esistevano: quella sociale, per la famiglia e per il domani. Dopo un periodo come quello che viviamo adesso, si andrà verso un riassetto globale. Ci ritroveremo a fare tutti quanti due passi indietro. Mi auguro che questo periodo incida sulla nostra vita futura, impedendo che la disumanità riprenda il sopravvento». È don Lucio Malanca che parla. Parroco del centro storico, è un sacerdote “in prima linea”, oltre che acuto osservatore della realtà che lo circonda.

E da osservatore, in primo luogo ha cercato di andare incontro al bisogno della sua comunità, a partire dal conforto della messa domenicale. Infatti anche questa mattina alle 10,30, dopo la partenza di domenica 15 e la funzione del 19 marzo, dirà messa da San Paolino tramite il canale Youtube della parrocchia centro storico (https://www.youtube.com/channel/UCfTeUev4RAVkCQubAapr_wA).

«In questo momento - aggiunge don Lucio - stiamo scoprendo che alcune cose che pensavamo di poter fare in un modo solo invece si possono fare anche in un modo altro. Questo momento è positivo per la creatività che sta innescando. E stiamo anche comprendendo che dopo niente sarà più come prima, a cominciare dall’economia, che subirà forti contraccolpi e che non potrà riassestarsi se non nel giro di alcuni anni.Ma di pari passo tutti dobbiamo iniziare a renderci conto che tutto a tutti non è possibile, dovremo avere di nuovo la capacità di saper orientare».

Almeno nell’immediato, l’effetto coronavirus avrà ripercussioni anche sui momenti salienti della vita religiosa. Don Lucio lo conferma, a partire dalle benedizioni pasquali, che non potranno esserci per osservare le regole che limitano i contatti sociali per evitare la diffusione del virus, fino ad arrivare alle comunioni dei bambini, al momento rinviate, fino ai matrimoni, rinviati anche quelli a quando l’emergenza sarà contenuta.

«Questo periodo - aggiunge il parroco del centro storico - ci aiuta a capire che ciò che credevamo ovvio e gratuito in realtà non lo è. In un certo modo ci impone di resettare le nostre abitudini liberandole dalle incrostazioni del passato. Anche se probabilmente ci vorrà ancora un po’ per capirlo».

È una fase difficile della nostra vita, dice il parroco del centro storico, ma andando a indagarlo a fondo può mostrare risvolti positivi: occorre saperli comprendere e soprattutto farne tesoro, «per non dimenticarsene, e non tornare nell’amnesia e alla disumanità in cui eravamo precipitati. Adesso siamo buonisti - aggiunge -. Ma dobbiamo diventare consapevoli di quello che siamo».

E dà appuntamento ai lucchesi alla messa su Youtube: domenica scorsa, alla sua prima “edizione” si sono collegate persone da oltre settecento dispositivi: dal computer al tablet al telefonino.

Altre parrocchie lucchesi, oltre a quella del centro storico, si stanno organizzando per fronteggiare l’emergenza. «Quella di San Filippo - spiega don Lucio - domenica mattina (questa mattina, ndr) alle 11 trasmetterà la messa in diretta Facebook».

Stamani alle 10 inoltre in diretta Facebook anche la messa della Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia: a celebrarla sarà monsignor Franco Agostinelli. —

Barbara antoni

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