Sicurezza
Arresti e giudizi direttissimi si terranno in videoconferenza
Udienze di convalida in commissariato o nelle caserme dei carabinieri e dei vigili collegandosi con le parti del processo attraverso la piattaforma microsoft Teams
Luca Tronchetti / LUCCA
Il decreto legge 8 marzo lo consente. E, vista l’assoluta necessità di adottare un provvedimento che eviti al massimo i contatti fisici durante il trasferimento di persone in tribunale, dai prossimi giorni le udienze con rito direttissimo e le convalide di arresto si terranno in videoconferenza. Una novità assoluta per il sistema giudiziario. Soprattutto nel settore penale visto che alla sezione civile del tribunale di Lucca già nella giornata di venerdì era stato utilizzato il software Skype per il conferimento di un incarico peritale da parte del giudice nell’ambito di una controversia milionaria. Ma si trattava di un provvedimento di breve durata e che non riguardava certo la restrizione della libertà personale.
UDIENZE IN CASERMA
Cosa accadrà adesso nel concreto? Semplice. Nel caso in cui venga effettuato un arresto in flagranza di reato - da una stazione dei carabinieri o dal nucleo radiomobile di Cortile degli Svizzeri oppure dalla volante o dalla Mobile della polizia o ancora la tributaria o dalla Compagnia della Guardia di Finanza oppure un qualsiasi comando della polizia municipale nel territorio provinciale - l’udienza di convalida o il processo con rito direttissimo si terrà dentro la caserma, la questura o il comando dei vigili urbani interessato. E avverrà in videoconferenza: attraverso un sistema informatico per la connessione individuato e fornito dal Ministero della Giustizia. Si tratta della piattaforma Microsoft Teams, accessibile anche da operatori esterni al tribunale e quindi, in linea teorica, anche alle forze di polizia.
LA CONNESSIONE
La domanda sorge spontanea: quanto tempo servirà per attivare il collegamento alla suddetta piattaforma per consentire in remoto la celebrazione delle convalide e dei riti “direttissimo”? Soprattutto per quanto riguarda le stazione dei carabinieri. Che sono moltissime e che sono sparse ovunque sul territorio provinciale. Anche in zone dove, oggettivamente, esistono difficoltà di connessione alla rete e serve un esperto informatico per installare il sistema operativo Teams. Logico che le caserme che sono collocate in un territorio densamente popolato (per quanto riguarda Lucca ci vengono in mente San Concordio e Borgo Giannotti) i problemi non sussistono e in teoria già da lunedì potrebbero essere in grado di attivare la piattaforma indicata dal Ministero.
LE DISPOSIZIONI
L’iniziativa - decisamente al passo con i tempi e che, se la situazione legata al Covid 19 non migliorerà nel giro di un mese e mezzo, potrebbe divenire una prassi consolidata - è stata posta in essere dal presidente della sezione penale del tribunale, Gerardo Boragine.
Il giudice ha informato le autorità e il procuratore facente funzioni, Piero Capizzoto, recependo e facendo proprie le disposizioni inserite nel provvedimento emesso dal Direttore Generale dei Sistemi Informativi e Automatizzati del Ministero di Giustizia datato 10 marzo. In quel documento viene disposto che le udienze penali indispensabili devono essere svolte con strumenti di video conferenza già a disposizione di uffici giudiziari e penitenziari.
Ma, almeno a Lucca, la polizia giudiziaria non dispone degli strumenti di videoconferenza in quanto non sono stati, al momento, forniti. In loro mancanza il provvedimento prevede l’utilizzo dei collegamenti da remoto nel momento in cui non sia necessario garantire riservatezza tra il detenuto in custodia cautelare e il suo difensore e logicamente quando la videochat funzioni nonostante la diversa dislocazione dei luoghi diversi. Siamo quindi in procinto di assistere ad una piccola rivoluzione giudiziaria. Sistemi tecnologici permettendo.
RITORNO AL PASSATO
Quando giudici, pubblici ministeri, cancellieri, avvocati, imputati, testimoni e cronisti potranno tornare a frequentare le aule di Giustizia? Ad oggi è impossibile fare delle ipotesi. Si rischia di cadere nel ridicolo e di essere smentiti dai fatti legati all’incedere del virus che sono in continua evoluzione.
Di certo c’è che sino al 15 aprile le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti in tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d'ufficio a data successiva al mercoledì dopo Pasqua. Si intendono pertanto sospesi, per la stessa durata, i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, per l'adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. —
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