Attenzione
Torna in tribunale l’omicidio Rossi
Va in appello in caso di Nicolas Berardi che con un pugno uccise il pensionato per poi nascondersi ad Altopascio
ALTOPASCIO
Nuovo scenario per un secondo giudizio nella storia tragica in cui i protagonisti sono un pensionato morto e il suo aggressore, in carcere con una condanna in primo grado a 10 anni per omicidio preterintenzionale.
Il 22 aprile a Firenze davanti alla Corte d’Assise d’Appello comparirà Nicolas Berardi, 23 anni, ex pugile, di Pieve a Nievole in provincia di Pistoia. In primo grado a Pisa, nel luglio scorso, fu condannato con rito abbreviato (con sconto di un terzo della pena) dal gup Donato D’Auria.
Il difensore, l’avvocato Marco Treggi due settimane fa è andato a trovarlo in carcere. Berardi si trova a Prato.
«Ho trovato il mio cliente distrutto – spiega il legale – non riesce ancora a darsi una ragione per aver cagionato tanto dolore, pensa continuamente a quel solo istante che lo ha mosso a tirare quel pugno che poi si è rivelato fatale. In un attimo e con un solo pugno. Viene seguito dagli psicologi del carcere che lo hanno preso a cuore».
A carico di Berardi, in carcere dall’agosto 2018 dopo essere stato arrestato ad Altoscio, nella prima sentenza era stata disposta anche l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e il pagamento dei danni da stabilire in sede civile. Prima del verdetto aveva chiesto di parlare. Si era detto pentito e aveva chiesto scusa per quel pugno mortale che, a distanza di otto mesi, provocò il decesso di Antonio Rossi, 72 anni, padre del titolare dell’autonoleggio “Rossi Rent” di Santa Croce sull’Arno. I figli della vittima, Filippo e Noemi, si erano costituiti parti civili con l’avvocato Letizia Giovannetti.
Una storia da manuale per la fattispecie di reato di omicidio preterintenzionale. La lite che precede e provoca l’evento fatale.
Il primo atto della vicenda aveva visto Berardi rinviato a giudizio per lesioni gravissime per lo stesso episodio. La morte di Rossi aveva poi costretto la Procura a modificare il capo d’imputazione aggravando la posizione processuale del 23enne. Rossi fu colpito al volto da un pugno partito da Berardi il 23 agosto 2018. Uno scatto d’ira dagli effetti letali.
Rossi sarebbe caduto senza difesa, battendo la nuca prima contro lo spigolo di un bancone e poi sul pavimento. L’autore del cazzotto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, invece di cercare di aiutarlo si sarebbe scagliato contro un impiegato dell’autonoleggio.
All’origine dell’assalto una questione legata al noleggio di un’auto. Dopo la lite conclusa con il pugno, arrivato dopo una breve rincorsa, Berardi era scappato trovando rifugio dal padre in un albergo ad Altopascio. E qui venne bloccato dai carabinieri dopo ore di ricerche nella Piana Lucchese.
Rossi non si era mai più ripreso. Gravissime le lesioni alla testa dovute al pugno e all’urto con il bancone. La vittima ogni tanto dava una mano al figlio nell’attività di noleggio auto. Quel giorno ebbe la sventura di incrociare Berardi, un ex pugile che sfogò la sua rabbia improvvisa con un colpo da ko. —
Pietro Barghigiani
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