Il Tirreno

Lucca

Giovani volontari in campo per assistere chi è a casa

Nicola Nucci
Giovani volontari in campo per assistere chi è a casa

La gioranta di una componente del gruppo Fratres di Badia Coselli, Guamo e Vorno per portare cibo e medicinali agli anziani soli impossibilitati a muoversi

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CAPANNORI

Sveglia presto al mattino, tre turni al giorno, il primo alle 9. Si ritira la spesa ordinata dagli anziani e si consegna a domicilio: pane, latte, scatolame, verdure e carne. Ma anche medicine. Si prosegue per tutta la giornata, con l’ultimo giro di consegne dalle 14 alle 16. Il tutto nel rispetto del protocollo anti coronavirus, dal citofono alla procedura di riconoscimento con tesserini e codici alla consegna sulla porta alle operazioni di pagamento. Dall’altra parte dell’uscio gli anziani (il servizio è stato predisposto per over 65 e persone fragili e in difficoltà, il numero da contattare è il 370 3775620) che vivono da soli.

I volontari sono quelli dei Frates di Badia Coselli, Guamo e Vorno e del gruppo parrocchiale, giovani impegnati nella consegna ai compaesani di beni di prima necessità a chi ne ha bisogno.

Nella squadra c’è anche Glenda Paoli, che volontaria lo è diventata perché «bisogna aiutare chi è in difficoltà e fare del bene al prossimo è farlo anche a noi stessi, per superare questo momento drammatico dobbiamo fare tutti la nostra parte».

Glenda, come tanti altri giovani, ha scelto di impegnarsi per chi ha bisogno d’aiuto: «Partiamo dalla sede di Coselli a bordo del taxi di paese, indossando tutti i dispositivi di sicurezza, mascherine e guanti, poi passiamo dalla cooperativa agricola di Guamo per ritirare la spesa e consegnarla a domicilio. Abbiamo una casacca e un tesserino di riconoscimento. La spesa viene lasciata davanti alla porta e anche nel pagamento manteniamo distanze per evitare contatti. Alla fine del turno ogni volontario sanifica l’auto».

Originaria di Guamo e residente a San Leonardo in Treponzio, Glenda di professione fa la bartender, specializzata in cocktail e disegni artistici sui cappuccini. Per sconfiggere il coronavirus serve anche una “miscela” di umanità e solidarietà come quella di questi giovani volontari. C’è anche spazio per un saluto, magari una parola di conforto per tirare su e rassicurare che andrà tutto bene. «Sono persone sole, terrorizzate da quando sta accadendo e si sentono ancora più indifese. Quando ci vedono arrivare sono più sollevate. Nelle prime giornate abbiamo già fatto decine di consegne».

E i numeri delle chiamate crescono come sottolinea Claudio Ghilardi, presidente dei Frates che riunisce le sezioni dei quattro paesi: «Partito lunedì il servizio funziona bene, con oltre 50 chiamate per consegnare cibo e farmaci agli anziani e chi è in evidente difficoltà. E nel rispetto del protocollo sul coronavirus. Una bella iniziativa partita da giovani che hanno grande spirito di solidarietà e senso civico». —

Nicola Nucci

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