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Covid-19, corsa alla polizza per tutelare i dipendenti in caso di contagio

Barbara Antoni
Controlli all’ingresso dell’ospedale San Luca e Enrico Torrini, referente SNA, Sindacato Nazionale Agenti Assicurativi
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Controlli all’ingresso dell’ospedale San Luca e Enrico Torrini, referente SNA, Sindacato Nazionale Agenti Assicurativi

Le compagnie assicurative hanno creato prodotti anche a misura di famiglia. Torrini (Sna): «Tutti i premi potranno essere versati 30 giorni dopo la scadenza»

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La prima intuizione è stata di una grande compagnia assicurativa italiana, quando ancora il coronavirus non aveva aggredito anche il nostro Paese: polizze per i dipendenti di ogni tipo di impresa per tutelarli in caso di contagio della malattia. A cascata, nell’arco di pochi giorni, la polizza coronavirus è diventata il prodotto di punta di tutte le compagnie assicurative. Molte aziende, anche nel nostro territorio l’hanno attivata: Kme e Manifatture Sigaro Toscano per fare esempi di cui abbiamo certezza.

«Alcune compagnie - spiega Enrico Torrini, referente provinciale di Sna, il sindacato nazionale degli agenti assicurativi - hanno esteso i propri prodotti anche alle malattie delle persone singole, realizzando polizze famiglia, nelle quali si considera il periodo di quarantena come malattia. Una cosa partita oggi, il giorno dopo è diventata una corsa per tutte le compagnie a trovare sistemi di tutela per i propri clienti».

Come spiega Torrini, la polizza destinata alle aziende per i propri dipendenti, costa 9 euro per ciascun addetto e prevede, in caso di contagio dal virus, una diaria che viene erogata a partire dal settimo giorno e per un massimo di quindici giorni (con franchigie diverse a seconda della compagnia) e un versamento secco di tremila euro in caso di ricovero in terapia intensiva. Ci sono compagnie poi, spiega sempre referente provinciale di Sna, che nei benefici delle polizze famiglia hanno inserito, in caso di contagio, anche la possibilità di portare la spesa a domicilio alla famiglia colpita.

In questo periodo di grandi difficoltà, inoltre, come è stato previsto il rinvio di pagamenti di rate di mutui bancari e di alcune tasse e tributi, anche le compagnie assicurative hanno inserito la possibilità di rinviare il pagamento dei premi. «Molte compagnie - sottolinea infatti Torrini - stanno estendendo i termini di comporto per il versamento del premio. Si tratta di un periodo di trenta giorni a partire dalla data della scadenza. Il decreto del Governo ha previsto questa dilazione per le polizze auto, le compagnie però stanno estendendo lo stesso criterio anche per gli altri tipi di polizze».

Anche le compagnie assicurative, in sostanza, cercano di andare incontro alle esigenze dei cittadini, ma «speriamo di uscire da questa situazione innescata dal virus - commenta sempre Torrini, anche lui titolare di un’agenzia assicurativa a Lucca -. Ci aspettiamo che anche dal punto di vista economico sarà tutto compromesso».

Ognuna secondo la propria organizzazione, le compagnie assicurative continuano a rispondere ai propri clienti, chi con personale ridotto all’essenziale negli uffici al pubblico, chi direttamente dalle postazioni di lavoro a distanza.

«La mia agenzia - conclude Torrini - da giovedì scorso ha chiuso i battenti, ma tutti i nostri operatori sono al lavoro a distanza e a chiunque componga il numero fisso della nostra sede, sono loro a rispondere. Altri hanno previsto chiusure ridotte degli sportelli. Da parte mia, invito tutti i miei colleghi a chiudere gli uffici fisici, nell’interesse collettivo. Anche a Lucca ci sono stati casi di contagio da Covid-19 fra gli addetti di alcune agenzie. Abbiamo avuto due casi in Italia di colleghi che sono deceduti dopo il contagio». —
 

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