Gioco
Covid-19, anche i farmacisti in prima linea «Mancano mascherine e gel igienizzanti»
I professionisti si sono organizzati intanto con lastre di plexiglass che li separano dai clienti davanti al bancone
lucca
«L’altro giorno è entrata una signora anziana, avrà avuto un’ottantina d’anni. Era raffreddata, non stava bene. L’abbiamo invitata a uscire e a rivolgersi al 118». Anche loro hanno paura. Anche loro – proprio come altre categorie professionali – sono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Anche loro sono esposti, spesso senza dispositivi di sicurezza o, comunque, non adeguati. Mascherine, guanti e gel igienizzanti mancano per tutti. E i farmacisti del centro storico di Lucca non fanno certo eccezione.
Il dottor Michele Rizza, della farmacia Passarello di via Santa Croce, copre bocca e naso con una mascherina chirurgica. «Questa è l’ultima che ho – spiega – ormai le mascherine sono diventata merce rara». Le giornate lavorative, in ogni caso, sono scandite (più o meno) da un’unica sensazione: apprensione. «È un sentire comune, ormai – sottolinea il dottor Rizza – e la nostra speranza è che le persone seguano le disposizioni, decidendo di restare a casa il più possibile. Chi viene qui chiede, di solito, i farmaci di cui ha bisogno e di cui, al momento, non c’è carenza. Ma, soprattutto, chiedono mascherine, guanti e amuchina, ormai diventati introvabili».
Dalla vicina farmacia Melosi, la storia, all’incirca, è la stessa. Anche qui– come del resto all’interno della farmacia Passarello – è stata frapposta una lastra di plexiglass sul bancone, una “parete” trasparente che divide il farmacista dai clienti. «È stato necessario per tutelarci – sottolineano i dottori Enea e Alessandra Melosi – La carenza di mascherine è un problema grosso, che riguarda anche noi in prima persona. Non riusciamo a trovare dispositivi di sicurezza, in questo momento. E questo rende il nostro lavoro ancora più difficile». Così come quando, qualche giorno fa, nella farmacia di via Santa Croce, è entrata un’anziana con tosse e un forte raffreddore. Se avesse anche la febbre, difficile dirlo. Anche se è molto probabile. «I sintomi erano quelli del coronavirus – raccontano i dottori – Così abbiamo invitato la signora a uscire e a chiamare il 118 in un’ottica di sicurezza per noi stessi ma anche per gli altri clienti in fila, fuori dalla farmacia. Il momento è delicato per tutti, ora, e non possiamo concederci distrazioni. Dobbiamo stare attenti, tutti quanti, e rispettare alla lettera le disposizioni governative. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Mai. È troppo grande la posta in gioco».
Sulla vetrina principale della farmacia centrale di piazza San Michele, su un cartello si legge: «È di nuovo disponibile il gel igienizzante». Il problema, d’altronde, è comune. «La gente è spaventata – spiega la dottoressa Edelweiss Centomani – perché i dispositivi di sicurezza come mascherine, guanti e amuchina non si trovano più. All’inizio, la questione coronavirus è stata sottovalutata e, purtroppo, ne abbiamo pagato le conseguenze. La bella notizia, però, è che la gente ha risposto bene alle disposizioni governative. Aspettano il loro turno fuori dalla farmacia e non c’è neppure bisogno di esporre cartelli o di fare la voce grossa. Tutti sanno perfettamente quale sia il giusto comportamento da adottare. Questo per superare, al più presto, l’emergenza legata al Covid-19. E per tornare, speriamo, a una vita normale. Come quella che avevamo prima che il coronavirus cominciasse a diffondersi». –
martina trivigno
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