Il Tirreno

Lucca

I rischi per il personale

Medici e infermieri contagiati: nell’Asl nord ovest già 19 casi

Gianni Parrini
Medici e infermieri contagiati: nell’Asl nord ovest già 19 casi

A Lucca nessun “positivo” tra i lavoratori ospedalieri ma quelli in quarantena sono stati richiamati

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LUCCA. È nelle corsie ospedaliere il fronte più caldo della battaglia al Coronavirus. In prima linea ci sono i lavoratori della sanità: medici, infermieri, operatori socio sanitari. Sono anche i più esposti al rischio di contagio. In Lombardia sono oltre un centinaio i “positivi” della sanità. Del resto il Covid-19 è un virus subdolo, sui cui meccanismi di trasmissione si sa molto ma non tutto. A parte il fatto che riesce a colpire anche persone esperte e abituate a lavorare nei reparti a rischio. E ora che l’epidemia dal nord Italia sta scendendo in Toscana, anche qui si contano i primi contagiati tra i lavoratori della sanità. Secondo un report inviato lunedì in Regione nell’ambito dell’Asl nord ovest sono 19: 4 medici ospedalieri, 10 infermieri, un operatore socio sanitario e 4 medici di famiglia. La maggior parte dei contagiati lavorano nelle strutture sanitarie di Massa Carrara dove l’epidemia ha colpito in maniera più pesante. C’è stato poi un medico di famiglia contagiato a Pomarance. A Lucca, perlomeno tra il personale ospedaliero, ad oggi non risultano contagiati. Ci sono stati però diversi casi di operatori messi in quarantena precauzionale perché entrati in contatto con soggetti affetti dal virus. È il caso, ad esempio, di un medico di famiglia lucchese che aveva tra i suoi assistiti un capannorese risultato positivo al Covid. Anche al Pronto soccorso un paio di medici e due-tre infermieri sono stati messi in isolamento per aver avuto contatti stretti con uno dei primi casi di Covid arrivato nella struttura di Emergenza urgenza del San Luca.

Ma dato che il personale ospedaliero non abbandona e che privarsi per 14 giorni di questi lavoratori rischiava di dare un colpo di grazia alla sanità, alcuni degli operatori messi in quarantena e risultati negativi al tampone, sono stati costretti a rientrare al lavoro prima del termine delle due settimane di isolamento. È accaduto, ad esempio, a un infermiere del San Luca richiamato quattro giorni prima del previsto. Nessuna infrazione alle regole: il rientro anticipato è previsto – o per meglio dire imposto – dal decreto sull’emergenza emanato la scorsa settimana dal governo. Il nuovo testo prevede che le misure di sorveglianza non si applichino «agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali». Ma i medesimi operatori dovranno però sospendere «l'attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid- 19».

Al momento, come detto, su Lucca non ci sono positivi: segno che i percorsi individuati dalla direzione sanitaria per isolare i pazienti a rischio Covid-19 si stanno rivelando efficaci.

Ed è un bene che sia così, perché se si dovessero davvero ammalare medici, infermieri e operatori sanitari, gli ospedali non sarebbero in grado di funzionare in questa emergenza. A quel punto vincere la battaglia col Coronavirus, cosa di per sé già complicata, diventerebbe molto molto difficile. —


 

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