Il Tirreno

Lucca

Riunioni e delibere solo in via telematica La giunta continua così fino al 3 aprile

Barbara Antoni
Riunioni e delibere solo in via telematica La giunta continua così fino al 3 aprile

Parla il vicesindaco Lemucchi, che sostituirà il sindaco Tambellini fino al suo ritorno dopo la convalescenza

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Barbara Antoni / lucca

Non sarà immediata la ripresa “fisica” delle attività del palazzo municipale con i suoi addetti, perché prima «bisogna levare le gambe da questa cosa, bisogna andare avanti per priorità. Vedo poco possibile la riapertura del Comune dal 23 di marzo, mi sembra complicato. Intanto ci stiamo attrezzando per fare riunioni di giunta e delibere tutto in via telematica. Consigli comunali? Al momento è prematuro dire quando potremo riconvocarne uno. Dobbiamo vivere alla giornata in questo periodo. Anche se vivere così è come stare dentro a un film».

Parla al telefono con il Tirreno dal piano superiore della sua abitazione, dove ha iniziato ieri la seconda settimana di quarantena, il vicesindaco Giovanni Lemucchi. È molto preoccupato, e non lo nasconde, per quello che sta accadendo, per i rischi che il coronavirus porta con sé, per il contagio che potrà ancora verificarsi. Per tutto il periodo che sarà necessario al sindaco Alessandro Tambellini per ristabilirsi dopo essere stato contagiato dal coronavirus, sarà Lemucchi a farsi carico di tutti i compiti del primo cittadino, firmerà ordinanze ed eventualmente atti urgenti.

«Facciamo passare questa settimana – dice il vicesindaco -. Intorno al coronavirus ancora non ci sono grosse certezze a livello medico, un po’ per scarsa conoscenza del virus, un po’ per la sua variabilità. Mi trovo in quarantena perché con il sindaco sono stato a contatto in maniera stretta e continuativa. Io sto bene e continuo a lavorare come tutta la giunta e il nostro staff in videoconferenza. Ogni giorno facciamo due riunioni: una tecnica e una di giunta».

L’esperienza difficile che stiamo tutti vivendo induce a una riflessione accurata e a trecentosessanta gradi su fragilità e punti di forza del “sistema”, a cominciare dalla pubblica amministrazione. Un elemento che emerge, sempre e con forza, sono le difficoltà che potrà comportare la ripartenza.

«Guardo con attenzione alla Cina in questi giorni -. A Wuhan, che è stato il primo epicentro del virus, stanno ragionando di allentare qualcosa. Di tornare alla normalità, a tutto come era prima dell’epidemia, non ci pensano neanche. Noi dovremo organizzarci. E un telelavoro “globale“ al momento è difficile da immaginare, perché ovunque, a partire dalle aziende, non siamo sufficientemente attrezzati. Per ora noi continuiamo così fino al 3 aprile, poi vedremo. Come si fa a pensare che in due settimane cambi un quadro così drammatico».

Da ieri, sottolinea Lemucchi, il palazzo comunale ha ripreso un’attività di copertura dei servizi minimi essenziali: un numero di impiegati «fra quaranta e cinquanta – spiega ancora il vicesindaco - ha ripreso l’attività negli uffici, altri lavorano da remoto. Seguiamo in questo momento con molta attenzione il lavoro del comitato operativo intercomunale (Coc, ndr), a cui arrivano le richieste dai cittadini».

Finora però, sottolinea sempre Lemucchi, non ne sono arrivate tantissime. «Ci aspettavamo una maggiore affluenza di richieste, soprattutto da persone anziane che vivono sole e hanno bisogno di generi alimentari, medicinali - conclude il vicesindaco - . Stiamo attivando un nuovo servizio nell’ambito del Coc, la consulenza psicologica, partiremo molto presto. Ora la priorità è portare generi di prima necessità a chi è chiuso in casa. Quando la situazione sarà più serena affronteremo tutto il resto. Spero che succeda a breve, ma ad oggi non sono ottimista». —



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