Toscana
Il mondo della musica è in stand-by: “tremano” i concerti del Lucca Summer
Mimmo D’Alessandro: «Sono tutti preoccupati, eccetto gli inglesi. Le date non saranno cancellate: eventualmente riprogrammate»
LUCCA. «È tutto in stand-by». Il tono della voce di Mimmo D’Alessandro, storico direttore artistico del Lucca Summer Festival, non è di quelli usuali. Non è entusiasta, come quando, soddisfatto, snocciola nomi di artisti e annuncia date di artisti per i suoi nuovi cartelloni. E non è polemico, a volte accade, come quando interviene su qualche rigidità dell’una o dell’altra amministrazione pubblica in relazione alle esigenze logistiche dei suoi show.
Stavolta D’Alessandro è preoccupato per la prossima edizione del festival, per la quale ha già ha già venduto quasi 60mila biglietti e ha quasi completamente messo a punto un cartellone stellare: prenderà il via il 13 giugno con il “concertone” di Paul Mc Cartney sugli spalti dell’ex Campo Balilla (su cui il 25 luglio si esibirà anche la popstar Celine Dion) per poi proseguire nella sua location storica, piazza Napoleone, dove si alterneranno grandi nomi della musica internazionale, come Yusuf Cat Stevens, Patty Smith, l’italiano Paolo Conte solo, Brunori Sas altro italiano, per dirne alcuni.
Ma oggi, la certezza del modo indicativo deve lasciare il posto al condizionale. Oggi possiamo solo dire che “questi artisti dovrebbero esibirsi la prossima estate a Lucca”: la certezza ad oggi non c’è più, e a introdurre l’incertezza è la pandemia da coronavirus. «È tutto in stand-by. A parte gli inglesi sono tutti preoccupati per il coronavirus - ribadisce D’Alessandro -. Ad oggi, quasi nessun artista ha interrotto i tour o annullato alcune date. Tutti aspettano fino all’ultimo momento, nessuno parla di cancellare le date dei concerti, semmai eventualmente di riprogrammarle».
Tutti immobili - artisti e rispettivi agenti -, tutti stanno a guardare l’evoluzione di questo difficile momento, e non solo per Lucca o per l’Italia. «Bisogna aspettare - aggiunge infatti il patron del Lucca Summer Festival, da un mese -. Bisogna agire secondo forza e saggezza. Bisogna stare in casa, e chi non può starci per motivi di lavoro o di necessità, deve muoversi con senso di responsabilità. Anche io da un mese sono bloccato nella mia abitazione di Viareggio. Adesso non si viaggia. Dobbiamo aspettare».
Nonostante il momento difficile, D’Alessandro incoraggia al pensiero positivo. «Speriamo che qualcosa cambi, che ci siano sviluppi in positivo nella situazione sanitaria e internazionale - aggiunge il direttore artistico del Summer -. Per adesso il mondo della musica è fermo, in attesa di notizie migliori. E tutti noi confidiamo che presto potremo tornare alla normalità».
Anche perché quando la “normalità” sarà tornata, il mondo della musica sarà sotto forte pressione. «Quando si tornerà alla normalità - aggiunge D’Alessandro - la gente avrà molto bisogno di noi. Perché noi, la musica, siamo la terapia».
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