Finanza
Festa di compleanno, sei denunciati
Altri quattro in Valle del Serchio. Ma c’è spazio anche per un siparietto fra moglie e marito su chi deve fare la spesa
lucca
Avevano avuto la bella idea di fare una festa di compleanno. E per questo si sono presi una denuncia da parte degli uomini della polizia, che proseguono, come previsto dall'ordinanza del questore, i controlli sul rispetto delle regole volte al contenimento della diffusione del coronavirus.
Pur registrando una buona collaborazione da parte dei cittadini, infatti, capita agli agenti di polizia di controllare persone che escono di casa senza validi motivi. La notte tra sabato e domenica, per esempio, un cittadino abitante a Lucca ha segnalato schiamazzi nell’appartamento dei vicini. All’interno le volanti hanno trovato tre famiglie che festeggiavano allegramente un compleanno. Tutti gli adulti (erano in sei) sono stati denunciati per violazione alle norme previste dai decreti del Presidente del Consiglio, e allontanati dall’abitazione gli ospiti della festa.
Si scoprono anche episodi curiosi, legati alle classiche dinamiche familiari tra uomo e donna: nel pomeriggio di comenica una volante ha fermato una macchina con a bordo marito e moglie. Entrambi hanno dichiarato che stavano andando a fare la spesa. Gli agenti hanno ricordato loro che solo un componente per famiglia può andare a fare la spesa, al ché la donna ha rimbrottato tutti i presenti dicendo che non poteva mandare il marito da solo perché non era in grado di scegliere i prodotti giusti. Gli, agenti, comprendendo la situazione di necessità, hanno congedato la coppia invitando l’uomo a restare in macchina mentre la moglie effettuava la spesa.
Un altro episodio sulla stella falsariga è avvenuto in Valle del Serchio. Qui sono stati denunciatre quattro persone che avevano approfittato del bel tempo per fare una rimpatriata.
A dare la notizia è stato il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti. «È inutile poi mettere i cuoricini alle immagini dei medici della rianimazione se non si rispetta la regola base: stiamo a casa! Per la nostra salute, per la salute degli altri, per rispetto a chi invece a casa non ci può stare perché lavora negli ospedali, fa il volontario sul 118, tiene aperto un supermercato o una bottega di paese, un’edicola o è costretto a vigilare sul territorio, come la Polizia Municipale e i Carabinieri, a causa di quelli che le regole non le vogliono rispettare. Io ho fiducia in voi, dimostratemi che non mi sbaglio. Facciamo tutti la nostra parte e allora davvero andrà tutto bene». —
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