Sicurezza
Al Campo di Marte una quarantina di letti per i malati di Covid
Dopo il sopralluogo di Rossi riunione in Regione: c’è il via libera per l’allestimento Saranno usati la palazzina “O” e il padiglione “C”: ecco tutte le ipotesi in ballo
LUCCA
Campo di Marte sarà utilizzato per accogliere i pazienti malati di Covid: individuate le aree da utilizzare per l’emergenza, sono 40-42 i posti letto che si potranno ricavare nel vecchio ospedale.
Il sopralluogo del presidente della Regione Enrico Rossi è servito per dare un’occhiata agli ambienti e capire quali avrebbero potuto essere utilizzabili in tempi brevi. Ieri pomeriggio, a Firenze, è arrivato il via libera definitivo per l’allestimento degli spazi. Alcuni dei quali sono già pronti: i 10 posti letto (che potranno arrivare fino a 14) sistemati al terzo piano della palazzina “O” sono già stati predisposti. Si tratta dell’edificio che un tempo ospitava le Malattie infettive e che ancora oggi ospita gli ambulatori di tale specialità, nonché gli uffici del territoriale dell’Asl (secondo piano) e gli ambulatori della Medicina legale (primo piano). Questi nuovi posti letto saranno dedicati alla terapia subintensiva: come spiegava nei giorni scorsi il responsabile dell’Area critica dell’Asl nord ovest Ferdinando Cellai, vi verranno ricoverati i pazienti stabilizzati provenienti dalla terapia intensiva del San Luca. Altri 28 posti letto dovrebbero sorgere nel padiglione “C”, che attualmente ospita le Cure intermedie, gestite dal dottor Luigi Rossi, responsabile territoriale dell’Asl per la zona distretto Piana di Lucca. «Il presidente della Regione ha voluto visitare questi spazi per rendersi conto del loro stato – spiega Rossi – Nel nostro edificio ci sono due corridoi ancora liberi. Uno avrebbe dovuto accogliere a breve la Dermatologia, l’altro era tenuto libero per trasferimenti futuri. Con l’attuale situazione di emergenza la Regione ha ritenuto che dovessero essere messi a disposizione dei pazienti Covid. In totale ci stanno fino a 28 letti, 14 per corridoio. Chi ci andrà? Questo dovete, chiederlo all’altro Rossi – commenta il dottor Luigi – Credo che se ne stia discutendo in una riunione in Regione proprio adesso».
Le ipotesi su cui si ragiona sono tre: la prima riguarda la possibilità di sistemarvi altri letti di subintensiva; la seconda è quella relativa alla creazione di una “bolla” per i malati di Covid meno gravi; la terza è quella di un’area di bassa intensità in cui tenere i pazienti clinicamente guariti ma bisognosi di ulteriori controlli prima della dimissione. A breve il nodo verrà sciolto. Meno probabile è che possano esservi sistemati veri e propri posti letto di terapia intensiva. La rianimazione, infatti, è un’area ad alta intensità che non può nascere in un deserto perché necessità intorno a sé di personale, reparti e strutture diagnostiche in grado di supportarla.
Individuati gli spazi ci sarà da allestirli e da individuare il personale che se ne dovrà occupare per non replicare lo spettacolo che sta avvenendo in Lombardia, con l’ospedale che la Regione vuole allestire alla fiera, ma per cui mancano le strumentazioni. «Mi permetto di dire – commenta Luigi Rossi – che per fortuna abbiamo i vecchi ospedali, di certo sono più adeguati del polo fiere. Ma la questione delle strumentazioni (ad esempio monitor, respiratori, ecc) si pone e penso che la Regione abbia le risorse per affrontarla. Per quanto riguarda il personale, c’è da capire se verrà impiegato quello ospedaliero o quello territoriale. In ogni caso le assunzioni per infermieri e oss sono già partite e i rinforzi arriveranno. Vediamo anche che reparti verranno realizzati, perché da ciò dipende quanti medici dovranno essere impiegati». Intanto da domani mattina sarà operativo il check point all’ingresso unico del Campo di Marte: «Il tendone della Miserircodia è già pronto – spiega Rossi – Sarà un check point come quello che c’è all’ingresso del San Luca: verrà chiesto ai visitatori dove devono andare e gli sarà dato un prodotto igienizzate. Fino a qualche giorno fa avevamo personale addetto a questa mansione all’ingresso di ogni padiglione. Dato che l’afflusso dei visitatori è calato abbiamo deciso di predisporre un ingresso unico, in modo da liberare personale per altri compiti. Se ne usciremo? Penso di sì. Molto dipende dai comportamenti individuali. Devo dire che a Lucca, le persone stanno dimostrando grande senso di responsabilità restando nelle proprie case». —
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