La protesta
Portano la pizza ai medici del San Luca
L’iniziativa di due coniugi titolari di un locale a San Concordio: «Volevamo fare qualcosa per chi è in prima linea per noi»
lucca. «Siamo tutti impauriti e preoccupati per il coronavirus, ma per fortuna ci sono loro, i medici e gli infermieri. Così abbiamo pensato di dare un piccolo contributo. A modo nostro». Luli Hena e Federica Eggimann sono marito e moglie e sono pure i titolari della pizzeria “Luna” in via Bandettini, a San Concordio. «Il nostro locale è chiuso, proprio come tutti gli altri – raccontano i coniugi – Trascorriamo tutto il giorno in casa, secondo le prescrizioni. E allora ci siamo detti: perché non fare qualcosa per il personale medico che, in queste ore, sta lavorando senza sosta per la nostra salute? » .
E Luli Hena e Federica Eggimann hanno fatto quello che, prima del Covid-19, era per loro normalità: preparare la pizza. Questa volta, però, non l’hanno fatto per i clienti, ma per i medici e gli infermieri del reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Luca di Lucca. «Tutti dobbiamo molto a queste persone – raccontano i due – e abbiamo pensato a un nostro personale pensiero. Abbiamo preparato l’impasto per la pizza, il giorno prima della consegna, con tutta la cura possibile: sapevamo che quelle pizze le avrebbero mangiate persone speciali».
Venerdì sera, allora, si sono messi al lavoro per cuocere le pizze, poi sono saliti in macchina e si sono diretti verso l’ospedale San Luca. «Abbiamo contattato il reparto, prima di partire – racconta Hena – e abbiamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni e ci siamo dati appuntamento proprio davanti all’ingresso dell’ospedale. I coniugi hanno lasciato lì le pizze che avevano preparato insieme ad alcune bibite. «
Un’infermiera è uscita con un carrello, ha preso i cartoni ed è rientrata dentro il reparto – raccontano i due – Abbiamo fatto tutto secondo le regole, evitando ogni tipo di contatto. Ma siamo stati felici di aver compiuto, come crediamo, una buona azione».
E il gesto è stato molto apprezzato dal personale medico del reparto di terapia intensiva. «Grazie all’anonimo benefattore che ci ha mandato i viveri. Ci sentiamo coccolati», ha commentato una dottoressa sul suo profilo Facebook. «Non pensiamo di aver fatto nulla di speciale – concludono i coniugi – ma crediamo che, in questa emergenza, dobbiamo riscoprire, tutti quanti insieme, il valore delle piccole cose. Anche un piccolo gesto, in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, può fare la differenza. Per dire grazie a chi ogni giorno combatte in prima linea per tutelare la nostra salute. A loro dobbiamo molto». –
Martina Trivigno
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