Il dolore
«Non abbiamo protezioni per lavorare in sicurezza»
Una lavoratrice racconta l’ansia vissuta da parte del personale «Non dovremmo occuparci dei positivi ma la teoria è una cosa la pratica un’altra»
LUCCA. Sono in prima linea, in tutto e per tutto. Stanno combattendo una guerra contro un nemico invisibile, con armi spuntate (a parte qualche farmaco sperimentale) e soprattutto senza protezioni sufficienti. Almeno non per tutti. Una operatrice sanitaria del San Luca denuncia la scarsità di mascherine con filtro e di caschi con visiera in dotazione a barellieri, oss e infermieri. Occorre precisare che non opera nei reparti che trattano direttamente i malati di Covid (qui le protezioni ci sono), ma è comunque preoccupata perché i lavoratori ospedalieri sono tra i più esposti al rischio e non si sentono adeguatamente protetti: «Abbiamo solo le mascherine da sala operatoria e neppure molte – dice un’operatrice che vuole rimanere anonima – Un responsabile ci dice dove possiamo trovarle ma ci invita a farne un uso parsimonioso perché ce ne sono poche. Che poi non sono neppure una protezione adeguata: contro il virus ci vorrebbero caschi con visiere per proteggere gli occhi e mascherine con il filtro. È vero che non dovremmo essere a contatto con pazienti Covid ma la teoria è una cosa, la pratica un’altra e non ci sentiamo affatto sicure. Chi arriva in ospedale in questo momento va considerato come potenzialmente infetto e chi se ne fa carico va messo in condizione di lavorare in sicurezza. Altro che un metro di distanza, basta uno starnuto improvviso da parte di un paziente che magari è asintomatico e siamo tutti fregati», dice la donna, che afferma di parlare anche per conto di molti altri colleghi scocciati dalla penuria di questi dispositivi di protezioni individuali.
Del resto che di mascherine non ce ne siano moltissime lo ha riconosciuto anche la direttrice generale Maria Letizia Casani: «C’è una grave carenza a seguito di un’emergenza a cui l’industria non era preparata. Quelle che abbiamo nei nostri ospedali le stiamo dosando con parsimonia».
Per aiutare il personale che lavora nelle strutture ospedaliere si sono mobilitati in molti sia nella Piana che nella Valle (una carenza forse ancor più pronunciata si registra nel presidio di Castelnuovo). Iniziative che fanno bene al cuore ma che non bastano a fornire un’adeguata protezione a tutti i lavoratori. Per questo l’operatrice del San Luca lancia un appello. «Siamo preoccupati per noi stessi e per le nostre famiglie – dice la donna – Non possiamo venire a lavorare con il rischio di infettarci, per questo chiedo a chiunque possa aiutarci di donare mascherine con filtro e caschi con visiera, dispositivi indispensabili per proteggersi dal contagio di un virus che dimostra una pronunciata infettività». Aiutateci ad aiutarvi: questo in pratica è l’appello che arriva dai lavoratori del mondo ospedaliero. Un appello a cui molti stanno già rispondendo. —
G.P.
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