Lutto
«Noi commercianti siamo in prima linea e senza tutele, ma resistiamo per i clienti»
Un messaggio di speranza arriva dai titolari dei pochi negozi aperti del centro storico: «Siamo fiduciosi, ce la faremo»
lucca. In effetti anche loro hanno paura, proprio come tutti. Ma in quel gesto all’apparenza scontato – alzare il bandone della propria attività commerciale, ogni mattina – c’è tutto il coraggio di resistere. E di non piegarsi di fronte a un’emergenza – il Coronavirus – che ha messo in ginocchio gran parte dello Stivale.
I volti dei commercianti (i pochi che troviamo) sono nascosti dietro le mascherine, ma il sorriso traspare attraverso gli occhi. Così come la determinazione. «Resto aperta – racconta Monica Salvestrini della lavanderia Santa Croce – Sono qui da 33 anni e i miei clienti sono abituati. È tutto molto strano, lo ammetto. Ma vogliamo continuare, perlomeno fino a quando sarà possibile, a dare un servizio».
Via Santa Croce è deserta: gli sguardi s’incrociano, mentre le persone, veloci, camminano per strada. Ovunque, il silenzio. Davanti ai pochi negozi aperti, a volte, si formano delle code, in attesa che il cliente all’interno esca per cedere il posto. Queste sono le disposizioni e così deve essere. «Chi entra – spiega Roberta Casati, titolare della “Saponeria” – lo fa soltanto per acquistare disinfettanti. Le mascherine, ormai, sono un lusso, così come l’alcol. Ma la gente ci ringrazia perché siamo aperti. Non sembra più la città di prima, quando brulicava di turisti. Fa male, ma dobbiamo essere positivi. Speriamo che sia un periodo abbastanza limitato delle nostre esistenze e di poter ricominciare...a vivere».
In via Fillungo, la situazione è pressoché la stessa: sui manichini, nelle vetrine dei negozi, ci sono in bella mostra vestiti e scarpe all’ultima moda che nessuno, per ora, comprerà. L’atmosfera è spettrale, complice anche il cielo coperto e qualche goccia di pioggia. Finissima, quasi impercettibile. «Sembra di essere sul set del film “Io sono leggenda” con Will Smith – commenta Arturo Gentile della cartoleria Santori – Le persone sono terrorizzate e noi non abbiamo tutele. Siamo qui, in prima linea, per i nostri clienti. Molti fanno incetta di sigarette, ne prendono intere stecche. Qualcuno teme che, presto, tutto venga chiuso. E poi comprano i giornali per leggerli durante il tempo che dovranno trascorrere in casa. Nonostante tutto, dobbiamo essere positivi: confidiamo nel fatto che ce la faremo».
In via Santa Croce, Aristide Trombi, titolare de “L’Orto”, sta sistemando, fuori dal negozio, alcune casse piene di verdura. «I clienti sono disciplinati, rispettano le disposizioni – conclude il commerciante – ma molti, ormai, chiedono che la spesa venga loro consegnata a domicilio. Comprano perlopiù arance e verdura. Per aumentare le difese immunitarie, dicono. Noi, comunque, siamo qua. Resistiamo».
E finché quelle serrande saranno alzate e le luci accese, ancora, si potrà di dire di respirare un briciolo di normalità. Quella che c’era prima del Coronavirus. –
Martina Trivigno
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