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Un artigiano di 77 anni la seconda vittima lucchese

Gianni Parrini
Un artigiano di 77 anni la seconda vittima lucchese

Gino Tognetti era stato ricoverato domenica in condizioni già precarie. Un capannorese trasferito all’ospedale di Firenze

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LUCCA. Seconda vittima del Covid-19 in provincia: si tratta di Gino Tognetti, 77 anni, lucchese. Da domenica era ricoverato nel reparto di Malattie infettive del San Luca, dove era arrivato in condizioni già critiche. Da circa un anno era immobilizzato a casa a causa di una salute fortemente compromessa: il Coronavirus purtroppo gli ha dato il colpo di grazia. Originario di San Cassiano a Vico, dove abitano ancora molti dei suoi parenti, Tognetti da giovane aveva lavorato come operaio e imbianchino e per un lungo periodo della sua vita si era spostato nel pistoiese. Da una quindicina di anni era tornato a vivere a Lucca con la compagna, nella zona di Santa Maria del Giudice. Nell’elenco dei morti di Coronavirus in provincia di Lucca, il nome di Tognetti segue quello di Renzo “Pilade” Rossi, 80 anni commercialista di Castelnuovo morto mercoledì (vedi pezzo sotto, ndr). Dal bollettino quotidiano dell’Asl nord ovest si evince anche una buona notizia: ieri i nuovi casi di contagio sono stati soltanto due tra Piane Valle e 4 in Versilia, dati inferiori a quelli del giorno precedente (3 in Lucchesia e 5 in Versilia). Allargando ulteriormente lo sguardo ai confini regionali la tendenza è confermata: 44 i casi in Toscana, contro i 56 del giorno precedente.

Troppo poco per parlare di inversione di tendenza ma è comunque un segnale a cui aggrapparsi in cerca di conferme nei giorni a venire.. Come detto, però, due nuovi casi ci sono stati in Lucchesia. Si tratta di due donne lucchesi, una di 48 anni, l’altra di 82 anni: la più giovane sta bene ed è in isolamento a casa, mentre l’anziana è stata ricoverata al San Luca. Il computo complessivo dei positivi in Lucchesia e Valle sale a quota 31, a cui vanno ad aggiungersi 25 casi versiliesi, per un totale provinciale di 56 soggetti affetti da Coronavirus. Di questi 32 sono a casa in isolamento e 22 in ospedale (almeno tre sono in terapia intensiva ma questo non significa che gli altri stiano meglio: i due deceduti erano a Malattie infettive). Tra le persone già ricoverate. l’unica novità riguarda il 59enne imprenditore capannorese, una delle persone contagiate durante una cena avvenuta in un ristorante della Piana. Era in terapia intensiva, in condizioni gravi ma stabili: ieri i medici hanno deciso di trasferirlo a Firenze Centro di riferimento regionale. Non un buon segno.

L’azienda, inoltre, fa un appello contro il calo delle donazioni: «Donare il sangue è sicuro e non ha alcuna controindicazione. Venite a donare perché il bisogno di sangue nei nostri ospedali non conosce pause». Parole rivolte da tutti i responsabili dei centri trasfusionali aziendali che in questi giorni, dopo un calo da inizio anno di circa il 10 per cento, hanno visto calare drasticamente il numero delle donazioni di sangue o sue componenti.
 

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