Sicurezza
Si battono, non cedono. Aiutiamoli ad aiutarci
Andrà tutto bene.
Non è questione di essere ottimisti, fiduciosi o addirittura sicuri. Va bene anche nutrire un’apprensione, fissare il nemico misurando la sua forza, capire che può batterci. Ma poi anche pensare oltre, pensare lontano e coltivare quel meraviglioso sentimento umano che si chiama speranza.
#andratuttobene è l’hashtag scelto da chi vuole guardare avanti, nonostante le difficoltà di questi giorni. Un auspicio – anzi: una certezza – che conta ancor di più quando, come in questa foto, a mettersi in posa davanti all’obiettivo è il personale del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Luca di Lucca, in prima linea contro il Coronavirus. Donne e uomini che stanno vivendo una prova al limite ma che trovano comunque la maniera di farsi coraggio e di fare coraggio a tutti noi.
Queste tute bianche, i cappucci, le maschere e le visiere trasparenti, sono un’immagine forte, alla quale non siamo abituati. Bene, affrontiamo questa cosa. Il fatto stesso di non riconoscere i volti di chi indossa la divisa ufficiale del pericolo, ci colpisce. È un intelligente paradosso, questa scelta di mettersi in posa e mostrarsi, seppure coperti da tutto quell’armamentario sanitario e tecnico. È il desiderio di dire che loro ci sono, che si battono. E che al contrario di quello che possiamo pensare, hanno bisogno di noi. Loro ci aiutano ma forse dobbiamo capire che è decisivo anche il percorso inverso: siamo noi che dobbiamo aiutare loro. Dobbiamo aiutarli a gestire dei turni durissimi, dobbiamo fare di tutto per non congestionare il loro lavoro, per consentire a ognuno di loro un minimo di riposo, il recupero della lucidità, la conservazione della determinazione e della cura necessaria per salvare le vite. Loro sono i guerrieri di questa storia, noi facciamo i soldati e discipliniamoci. È in questo modo – e solo in questo modo – che andrà tutto bene.
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