Gioco
Trentenne lucchese condannato a 10 mesi per tentato furto
Assieme a un complice nell’estate dello scorso anno venne arrestato dalla vigilanza dopo un colpo perpetrato alle Officine Garibaldi
Hanno ammesso ogni colpa scusandosi davanti al giudice.
Sono i due imputati Paolo Morgantini, 34 anni, di Lucca e Simone Fuso, 39 anni, nato Monza e sino a due anni fa residente a Cesena, finiti a giudizio per tentato furto aggravato, condannati dal giudice Antonella Frizilio a 10 mesi e 20 giorni di reclusione.
Il processo ai tempi del Coronavirus ha visto la pulizia di microfono e tavolo da parte di pubblico ministero e dell’avvocato difensore con l’alcol etilico portato appositamente dal giudice. In questi casi è meglio attenersi in modo scrupoloso alle disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio per prevenire ogni e qualsiasi forma di contagio.
Morgantini e Fuso sono in carcere - l’avvocato Roberto Nocent ha chiesto la revoca della misura restrittiva della libertà personale - da quando nell’agosto del 2019 furono arrestati dalla polizia alle Officine Garibaldi dopo essere stati sorpresi dalla vigilanza privata. Erano le 5,30. Bloccati dai poliziotti, vennero portati in questura dove gli agenti trovarono negli zaini i tre computer portatili, un hard disk, un telefono cellulare cacciaviti e soldi contanti.
Fuso, tra l’altro, non è nuovo alle accuse di aver commesso reati contro il patrimonio. Infatti nel gennaio 2018 - assieme ad altre tre persone, due donne e un uomo - era accusato di aver rubato diversi computer, oltre a fare danni (conto totale sui 20mila euro) nella sede di Confesercenti in via Ponte a Piglieri a Porta a Mare. All’epoca dei fatti, Simone Fuso patteggiò la pena a un anno e 2 mesi senza ottenere i benefici di legge. Era accusato anche di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. —
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