La manifestazione
Polizia e carabinieri controllano le strade e chi viola il decreto rischia la denuncia
Monitorati gli spostamenti degli automobilisti che devono munirsi di autocertificazione dimostrando di andare a lavoro, praticamente azzerati i furti
Incredulità, stupore, sorpresa. Ma alla fine, nonostante qualche mal di pancia e alcune proteste verbali, i lucchesi si adeguano alle nuove direttive governative imposte per far fronte all’emergenza Coronavirus. Carabinieri, polizia e vigili urbani sono chiamati a far rispettare le nuove norme entrate in vigore nelle ultime 72 ore con i trasgressori che, in caso di palesi violazioni, rischiano denunce penali e sanzioni amministrative.
FURTI AZZERATI
Di questi tempi non serve la «tolleranza zero». Perché da lunedì sono praticamente spariti i furti, visto che la maggioranza delle persone è chiusa in casa. Alle centrali operative di polizia e carabinieri (113 e 112) l’attività si è radicalmente trasformata. Non più allarmi che scattano, ombre che fuggono da una finestra o attraverso i campi oppure pattuglie delle volante e del radiomobile da coordinare per inseguire ladri o spacciatori. E, al momento, sono considerevolmente calati gli incidenti stradali dopo le 21 e persino le liti in famiglia. Segno che di fronte ad un pericolo che riguarda la salute di tutti vengono meno certe incomprensioni del viver quotidiano. Così gli operatori sono impegnati a rispondere alle richieste degli utenti, di ogni fascia d’età, sul Covid-19. Vogliono sapere quando possono uscire, dove possono andare, cosa debbono fare per evitare il contagio. Spesso, più semplicemente, hanno bisogno di ricevere il conforto delle forze di polizia che, nell’immaginario, restano ancora un punto fermo a cui rivolgersi nei momenti d’emergenza. Di contro c’è da registrare uno stop all’attività repressiva. Alzi la mano chi si avventura in una perquisizione domiciliare, magari a casa di uno spacciatore che detiene hashish, sapendo che corre il rischio di trovarsi di fronte a un soggetto affetto da Coronavirus. Così, a ieri sera, in tribunale nessuna udienza di convalida o processo con rito direttissimo.
AUTOCERTIFICAZIONE
Pattuglie di carabinieri, polizia e vigili sono impegnate in queste ore sulle strade provinciali e comunali a far rispettare il decreto del Governo per evitare spostamenti delle persone all’interno dei territori. Fatti salvo per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Gli interessati possono utilizzare un unico modulo (auto dichiarazione) specificando, agli operatori di polizia che li fermano, che si tratta di un impegno a cadenza fissa. La stessa modalità vale per chi deve spostarsi tra i comuni per raggiungere parenti da assistere oppure per impegni di carattere sanitario. Chi trasgredisce rischia la denuncia per violazione articolo 650 codice penale (inosservanza di un provvedimento dell’autorità) che prevede l’arresto sino a 3 mesi e l’ammenda di 260 euro. Sia le volanti della polizia che le pattuglie del radiomobile in questi 3 giorni hanno fermato oltre 100 autoveicoli. Pochi erano in possesso dell’autocertificazione scaricabile da internet e gli agenti hanno fornito loro i moduli che sono stati subito compilati. La maggioranza ha addotto motivi di lavoro o di famiglia. Polizia e carabinieri hanno preso le generalità e la prefettura farà le verifiche successive. Non sono stati presi provvedimenti per due motivi: per non intasare in futuro gli uffici giudiziari e perché, al momento, non risulta sanzionabile l’uscita di casa senza modulo. Ma se gli automobilisti in questione reiterano il comportamento oppure altri si mostreranno riottosi ai controlli allora scatterà la denuncia. Martedì sera poco prima della mezzanotte due ragazze ventenni sono state fermate da una volante. Provenivano da altra provincia e stavano girando in macchina alla ricerca di locali dove trascorrere la serata. Completamente all’oscuro del provvedimento come vivessero su un altro pianeta. —
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