Sicurezza
Marzo porta via lo smog: mai sforati i livelli di Pm10
Valori di Pm10 sempre più alti del resto della Toscana ma sempre sotto i limiti nonostante i roghi di sterpaglie Forse c’è anche un “effetto virus”
LUCCA. C’è un risvolto positivo (almeno uno) nel dramma che sta il mondo sta vivendo, chiamato coronavirus. È un risvolto che sta nelle immagini arrivate dai satelliti che sorvolano la Cina, primo Paese a essere colpito dal virus, immagini che testimoniano un drastico calo dell’inquinamento atmosferico. E stiamo parlando di una nazione dove, per il frenetico sviluppo industriale, le emissioni inquinanti sono elevatissime. Certo, dietro quel dato positivo ci sono le migliaia di morti provocate dal Covid e le successive misure prese dal governo cinese, che hanno bloccato ogni attività e ogni movimento all’interno del Paese. Uno stop che si trasferito anche alle emissioni.
E da noi? Beh, la premessa d’obbligo è che i dati sono ancora molto limitati. Del resto le ordinanze restrittive sono recenti e, prima di quelle, i cambiamenti dello stile di vita non sono stati così evidenti. C’è poi da tener conto di altri fattori esterni, primo tra tutti il dato del meteo: ci si sta avvicinando alla primavera e a condizioni migliori (anche se l’ultima settimana ha ricordato molto le plumbee giornate novembrine, quelle favorevoli allo smog). Eppure, seppur da prendere con prudenza, i dati della centralina di rilevamento di Capannori indicano un netto miglioramento della qualità dell’aria. L’ultimo sforamento al limite dei 50 µg/m³ di Pm10 risale al 29 febbraio (a quota 54, quindi appena sopra il limite), prima ancora si era toccata quota 52 il 25 febbraio. Poi bisogna andare fino al 9 febbraio per trovare un altro sforamento (ben 78 µg/m³) e prima ancora è tutto un fiorire di caratteri di color rosso. Ora c’è da dire che il mese di febbraio è stato caratterizzato da molte giornate ventose e sporadiche piogge (con passaggi veloci di nubi, quindi senza accumuli permanenti) che hanno ripulito il cielo senza creare cappa. Insomma, l’elemento meteo resta quello determinante. Ma in tutto il mese di marzo (quando giorni di “cappa” non sono mancati) il livello del Pm10 si è mantenuto costante al di sotto del limite dei 50 µg/m³, pur segnando valori generalmente al di sopra delle altre centrali toscane (confermando la nostra zona come quella dall’aria più inquinata), con dati spesso in “zona gialla” (tra i 30 e i 40 µg/m³), ma anche con un solo dato in “zona arancione (tra i 40 e i 50 µg/m³), quello di lunedì 9 quando si sono toccati i 42µg/m³.
Certo, è decisamente presto per dire quanto possa aver inciso su questi dati “meno brutti” del solito l’effetto coronavirus. Anche se però comincia a essere una striscia favorevole non indifferente. Ovviamente le condizioni meteorologiche hanno avuto il ruolo principale in positivo, mentre non è bastato un elemento negativo, caratteristico del periodo, a cambiare le cose: è infatti stagione di potature con conseguenti falò di sterpaglie (e basta andare campagna per rendersene conto). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
