Il Tirreno

Lucca

L’appello di Cgil, Cisl e Uil  

Controlli nelle strutture private per la sicurezza dei lavoratori

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LUCCA. In ebollizione anche il mondo sindacale, che si batte perché i lavoratori della sanità, pubblici o privati, siano messi in grado di operare in sicurezza.

Controlli serrati nelle strutture sanitarie private per verificare il rispetto delle misure di sicurezza previste dalle ultime disposizioni nazionali. Lo chiedono con urgenza i sindacati le segreterie dei sindacati Fp Cgil, Uil Fpl e Fisascat Cisl nella provincia di Lucca con una lettera inviata al Prefetto, all’Asl e ai Comuni. Il punto è chiaro: non esistono solo le strutture sanitarie pubbliche su cui vigilare ma ce ne sono tante altre, pubbliche in appalto a soggetti terzi o completamente private rispetto alle quali il monitoraggio del rispetto delle disposizioni di legge non può essere certo meno restrittivo per limitare il diffondersi del contagio da Coronavirus. Un appello diretto in prima battuta la prefetto, come rimarca il segretario della Fp Cgil, Michele Massari: «Abbiamo fiducia che, in quanto rappresentante diretto del governo sul territorio, il Prefetto chiederà tutte le verifiche del caso su tutte quelle che sono le Residenze sanitarie assistenziali, i centri diurni, le strutture riabilitative e psichiatriche, quelle educative, i servizi domiciliari e tutte le case di cura private nel territorio lucchese. Le disposizioni adottate in ambito sanitario dal governo per il contenimento del CoVid19 non possono essere applicate solo nel pubblico e poi disattese là dove la gestione è privata perché si rischia di mandare in tilt l’intero sistema». «Abbiamo raccolto le preoccupazioni degli operatori che lavorano nelle strutture socio sanitarie in appalto o private – prosegue il segretario Uil Fpl, Pietro Casciani- e chiediamo di estendere i controlli perché con la sicurezza e la salute non si possono applicare due pesi e due misure. I dispositivi di protezione individuale e collettivi devono essere presenti anche nelle strutture private così da riuscire a bloccare la diffusione del virus permettendo agli operatori di lavorare in tranquillità la sicurezza prima di tutto».

Altro fronte, invece, è quello aperto dal segretario provinciale della Fials Carlo Bartolomei: «Mancata ottemperanza dei criteri di sicurezza dichiarati dal direttore generale per il controllo del flusso di utenti sui territori di Campo di Marte, Capannori e Marlia. Ad oggi non sono stati installati i check point. Sono stati invece, installati solo info check point dotati di tavoli, fogli informativi e relativo dispenser con disinfettante; gli operatori che sono in postazione non hanno altro che una mascherina e non un vetro di protezione. Questa soluzione alla mancanza di materiale quale i termometri laser e eventuali mascherine non osserva i criteri di prevenzione per il controllo/contenimento del coronavirus. Come sindacato chiediamo che siano allestiti in tempi brevissimi vari punti adeguati di riferimento e che gli operatori che operano sul territorio, siano dotati di materiale idoneo per la loro messa in sicurezza». —



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