Il Tirreno

Lucca

«Agiamo con responsabilità: restiamo a casa il più possibile»

G.P.
«Agiamo con responsabilità: restiamo a casa il più possibile»

L’analisi di Cristina Petretti, ex medico Asl oggi consigliera comunale L’ospedale si sta riorganizzando bene, ma il territoriale è in ritardo 

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LuCCA. «Non siamo in zona arancione ma dobbiamo comportarci come se lo fossimo per evitare che la situazione si aggravi». Cristina Petretti, medico in pensione nonché consigliera comunale a Lucca con delega alla Sanità, ha le idee chiare su come arginare il contagio (poco dopo è arrivato il provvedimento del governo a darle ragione,ndr). «È come se fossimo alle prese con un incendio – dice –: per bloccare le fiamme occorre creare delle linee frangifuoco: la nostra “linea” sarà lo stare a casa il più possibile per almeno una settimana. Capisco che possa essere spiacevole, ma dobbiamo farlo adesso come scelta responsabile per evitare che diventi una necessità imposta e inderogabile».

Petretti è in contatto con i medici del San Luca da cui viene aggiornata quotidianamente sull’evolversi della situazione: «La sanità ospedaliera si sta organizzando in maniera ottimale per affrontare l’emergenza. Il dottor Sauro Luchi, primario di Malattie infettive, sta facendo il massimo. Si lavora per “setting”, creando aree dedicate alle diverse situazioni. Mancano gli spazi? Non al momento. E se ci sarà bisogno di trovarne di nuovi lo si farà. Riaprire la palazzina “O” del Campo di Marte non sarebbe un’eresia, ma non per metterci le Malattie infettive e la Terapia Intensiva, reparti per cui quei locali non sono più adeguati, bensì per crearvi delle aree in cui far stazionare i pazienti soli che si trovano in quarantena e non sanno dove andare, oppure per mettervi i pazienti clinicamente guariti che hanno bisogno ancora di qualche giorno di controlli prima di tornare a casa. Credo che si stia ragionando in quest’ottica». I casi di contagio aumentano giorno dopo giorno. «Manca la conoscenza territoriale – dice Petretti – L’amministrazione della sanità ha bisogno di sapere con esattezza e tempestività la situazione che c’è nei vari Comuni: quanti sono in quarantena a casa, quanti in isolamento, quanti vivono da soli e quanti hanno bisogno di assistenza. Anche per questo motivo il Comune ha deciso di aprire il Coc. Infine, dare priorità alla sintomatologia come criterio per l’esecuzione dei tamponi mi sembra una scelta sensata». Intanto sull’albo pretorio dell’Asl è apparso il Piano aziendale per la gestione del Coronavirus: prevede l’acquisizione di 5.040 ore di prestazioni aggiuntive per il personale delle Malattie infettive: il costo è di 151.200 euro. —

G.P.

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